Cesare De Carlo Non era accaduto per il Vietnam. Non per la guerra "preventiva" in Iraq. Non per quella illegittima in Kosovo o quella stupida in Libia. Nemmeno per il fallito sbarco anticastrista nella Baia dei Porci. Accade ora per l’Afghanistan. Mai nel Congresso, il tempio della democrazia americana, il Pentagono aveva sconfessato il Commander in Chief, cioè il presidente in carica. E tanto meno...

Cesare

De Carlo

Non era accaduto per il Vietnam. Non per la guerra "preventiva" in Iraq. Non per quella illegittima in Kosovo o quella stupida in Libia. Nemmeno per il fallito sbarco anticastrista nella Baia dei Porci. Accade ora per l’Afghanistan. Mai nel Congresso, il tempio della democrazia americana, il Pentagono aveva sconfessato il Commander in Chief, cioè il presidente in carica. E tanto meno sotto giuramento un capo degli Stati Maggiori Riuniti (il generale Mark Milley) aveva sollevato dubbi sulla credibilità di un presidente che anziché assumersi la responsabilità del disastro militare e geopolitico, l’avesse scaricata sui suoi generali. Ma i generali – si apprende – gli avevano raccomandato il contrario. Di non chiudere la base di Bagram, alle porte di Kabul. Di non ritirare l’intero contingente, ma di lasciare almeno 2.500 soldati. Sarebbero stati sufficienti a scongiurare il collasso del governo e il trionfale ritorno dei talebani. Un mese fa invece ad Abc Biden ha detto: nessuno (del Pentagono) "mi chiese una cosa del genere, che io ricordi". Ricordava male apparentemente. O mentiva. È stato lui a ordinare lo sgombero della base Bagram, di notte, all’insaputa degli alleati che pure per vent’anni avevano combattuto una guerra concepita male e condotta peggio. Ha abbandonato ai terroristi centinaia, forse migliaia, di civili americani e collaboratori afghani. Ha regalato ai talebani un arsenale di armi, aerei, elicotteri per 85 miliardi di dollari. Possono cadere nelle mani di Al Qaeda, che di nuovo ha le sue basi laggiù. O peggio dell’Isis. Errore strategico? Irresponsabilità? Nella migliore delle ipotesi Biden ne emerge come uno smemorato. Nella peggiore come un incompetente. Per gli Stati Uniti l’Afghanistan è la più cocente umiliazione dalla seconda guerra mondiale. Per la Nato un crollo di affidabilità. Per Biden il preludio di una sconfitta elettorale. Fra un anno si voterà per il rinnovo del Congresso. Se vincessero i repubblicani diventerà un’anatra zoppa. E stordita. (cesaredecarlo@cs.com)