I carabinieri sigillano la casa del pensionato dov’è avvenuto il delitto
I carabinieri sigillano la casa del pensionato dov’è avvenuto il delitto
di Roberto Damiani GRADARA (Pesaro-Urbino) Ha confessato al magistrato di aver ucciso la moglie, raccontando quelle coltellate al cuore come se le avesse viste in un film. Per nulla pentito, interessato a farsi ridare il portafogli dai carabinieri per comprarsi una Coca-cola, ha sostenuto due ore di interrogatorio senza risparmiarsi in dettagli ("mia moglie non voleva fare sesso con me"), preoccupandosi soprattutto di chiedere che cosa gli sarebbe servito in carcere: "Sapete, io non ci sono mai andato, ditemi voi cosa devo portare". Vito Cangini, 80 anni, ex saldatore, incensurato, nativo di Sarsina...

di Roberto Damiani

GRADARA (Pesaro-Urbino)

Ha confessato al magistrato di aver ucciso la moglie, raccontando quelle coltellate al cuore come se le avesse viste in un film. Per nulla pentito, interessato a farsi ridare il portafogli dai carabinieri per comprarsi una Coca-cola, ha sostenuto due ore di interrogatorio senza risparmiarsi in dettagli ("mia moglie non voleva fare sesso con me"), preoccupandosi soprattutto di chiedere che cosa gli sarebbe servito in carcere: "Sapete, io non ci sono mai andato, ditemi voi cosa devo portare".

Vito Cangini, 80 anni, ex saldatore, incensurato, nativo di Sarsina (Forlì-Cesena) ma residente a Fanano di Gradara, è l’omicida reo confesso della consorte ucraina Natalia Kyrychoc di 61 anni, uccisa per ripicca e gelosia. Per il suo legale, l’avvocato Stefano Vichi, si è trattato di "un raptus improvviso, scaturito dal rifiuto della moglie di avere rapporti intimi. Valuteremo - aggiunge – se chiedere una perizia psichiatrica". Emigrato per molto tempo in Germania, dove ancora vivono l’ex moglie e i 4 figli, Vito Cangini nella notte tra Natale e Santo Stefano ha ucciso la donna che aveva sposato 17 anni fa. L’omidica la racconta così: "Avevamo fatto un accordo e dovevamo fare sesso dopo molto tempo. Avevo preso anche il viagra. Invece lei si è messa a dormire perché era stanca dal lavoro. Così abbiamo litigato. Poi sono andato a prendere il coltello e dalla rabbia l’ho uccisa". Si è poi corretto dicendo che il coltello l’aveva trovato "per caso in camera". Natalia Kyrychoc, già madre di un figlio da una precedente relazione, da due anni era cuoca in un ristorante di Misano Adriatico. Persona aperta, solare, non aveva mai detto a nessuno di aver avuto minacce dal marito che sapeva essere geloso nei confronti del suo datore di lavoro. Sospetti immotivati e smentiti apertamente dallo stesso ristoratore che vuole rimanere anonimo: "L’ho conosciuto Cangini. Ogni tanto veniva a mangiare una pizza, persona normale, all’apparenza più che tranquilla". Invece l’altra notte, dopo aver ucciso la moglie con almeno 4 o forse 6 fendenti al petto di cui uno dritto al cuore, ha lasciato il cadavere della donna a terra e si è messo a dormire. Al risveglio, non ha toccato niente, ma ha fatto colazione, ha preso il suo cane ed è andato a farsi una passeggiata. Tornato a casa intorno a mezzogiorno, si è preparato il pranzo mangiando cappelletti e lesso col cadavere della moglie nella camera accanto, e ha bevuto molto.

Poi è tornato a vagare per la campagna insieme al suo cane, incontrando anche un anziano vicino di casa al quale ha confessato di aver ucciso la moglie invitandolo a chiamare i carabinieri. L’anziano però ha declinato l’invito: "No, non mi interesso di queste cose". A quel punto Cangini è tornato a casa, ha chiamato il ristoratore per dirgli che non avrebbe più rivisto la moglie perché l’aveva uccisa. Scattato l’allarme, nel pomeriggio i carabinieri hanno scoperto il cadavere della donna e fermato l’uomo, recuperando il coltello con cui l’ha uccisa. Ma la notizia non è stata subito comunicata, se non nella notte, dopo il via libera della procura.