Domenica 21 Luglio 2024

Angelo Onorato trovato morto a Palermo, ecco perché si rafforza la tesi del suicidio

L’imprenditore-architetto, marito dell’ex eurodeputata Francesca Donato, era stato trovato dai familiari privo di vita, con una fascetta stretta attorno al collo. La famiglia: “Indagini ancora in corso”

Palermo, 3 luglio 2024 – Si rafforza la tesi del suicidio per la morte a Palermo di Angelo Onorato, 55 anni, marito dell’ex eurodeputata Francesca Donato.

Giallo di Palermo: la risposta del Dna rafforza la tesi del suicidio
Giallo di Palermo: la risposta del Dna rafforza la tesi del suicidio

Giallo di Palermo, perché si rafforza la tesi del suicidio

Non sono state trovate tracce di Dna diverse da quelle dell’imprenditore-architetto e di un soccorritore sulla fascetta stretta attorno al collo. L’uomo venne trovato morto in auto a maggio scorso. La scoperta, fatta dalla Scientifica della polizia, conferma la tesi da subito avanzata dagli investigatori e cioè che Onorato, marito dell’ex eurodeputata Francesca Donato, si sia suicidato. Per settimane gli inquirenti hanno fatto accertamenti di ogni genere, patrimoniali e nella sfera personale dell’uomo, ma non sarebbe stato trovato il movente del gesto.

Angelo Onorato
Angelo Onorato

La scoperta del cadavere di Angelo Onorato

L’architetto era stato trovato morto a Palermo nella propria auto nella zona di via Ugo La Malfa, sabato 25 maggio. “Hanno ucciso mio marito Angelo”, aveva dichiarato la moglie, parlando con alcuni amici che l’avevano chiamata per capire se la vittima fosse realmente il marito. Onorato era stato trovato proprio dalla moglie e dalla figlia, che non avevano più notizie di lui dalla mattina.

Le parole della famiglia  

I familiari di Onorato hanno sempre sostenuto di non credere alla tesi del suicidio.  Anche oggi moglie e figlia confermano quelle convinzioni. “I familiari di Angelo Onorato, in relazione alle notizie di stampa che attribuiscono tracce di Dna sulla fascetta unicamente alla sola vittima, osservano che il dato non appare decisivo, perché non terrebbe in considerazione l’ipotesi di un killer che, certamente, avrebbe utilizzato dei guanti”. Così Vincenzo Lo Re, il legale che assiste i familiari. L’avvocato ricorda che “sono ancora in corso numerosi accertamenti, coperti dal segreto investigativo, relativi alla ricostruzione di quanto accaduto quella mattina in prossimità della vettura di Angelo Onorato”. Da qui l’invito “ancora una volta” agli organi di stampa a “non trarre conclusioni parziali in ordine alle delicate indagini in corso”.

L’appello della figlia Carolina

“Non vi fidate dei giornali che da decenni oscurano omicidi di questo tipo. Fidatevi della famiglia, di chi conosceva bene e sapeva che non avrebbe mai compiuto un atto del genere”. A scriverlo sui social è Carolina Onorato, la figlia 22enne dell’imprenditore. “O fidatevi dei fatti- prosegue la giovane - della lettera in cui scrive che si era fidato delle persone sbagliate, che delle persone gli volevano male. O che quella mattina stessa, al bar, comprò la colazione per il giorno seguente. Valutate se queste cose combaciano con un suicidio”.

I risultati dell’autopsia

Il 28 maggio l’autopsia aveva escluso la presenza di altri segni di violenza sul corpo dell’imprenditore se non quello della fascetta bianca stretta attorno al collo.