Si chiamavano ’Katakombenschulen’, le "scuole nelle catacombe": sotto il fascismo in Alto Adige i bambini venivano istruiti segretamente nelle cantine nella loro madrelingua tedesca, cosa che, appunto, all’epoca era vietata. Ora, il termine viene usato (impropriamente) per definire i bambini che attualmente non vanno a...

Si chiamavano ’Katakombenschulen’, le "scuole nelle catacombe": sotto il fascismo in Alto Adige i bambini venivano istruiti segretamente nelle cantine nella loro madrelingua tedesca, cosa che, appunto, all’epoca era vietata. Ora, il termine viene usato (impropriamente) per definire i bambini che attualmente non vanno a scuola per non dover indossare le mascherine. Alcuni di questi si trovano in piccoli gruppi di bambini di età diversa per studiare assieme, seguiti da un adulto, a volte addirittura da un insegnante sospeso oppure in pensione, ovviamente senza distanziamento e mascherina.

Non esistono numeri ufficiali delle scuole ‘clandestine’ che in queste settimane sono nate in Alto Adige. L’unico dato certo è che sono quasi 600 i bambini che fanno ’homeschooling’ per non doversi sottoporre alle misure anti-contagio nelle scuole. Prima della pandemia, tra i 30 e i 50 bambini non sentivano mai la campanella e studiavano sul tavolo di cucina. I motivi all’epoca erano particolari esigenze familiari oppure di apprendimento. Nell’anno scolastico 202021, con i primi provvedimenti anti-Covid, il numero è salito a 130, quest’anno è letteralmente ’esploso’.

Il fenomeno riguarda tutti i tre gruppi linguistici – tedesco, italiano e ladino –, anche se è più presente nelle vallate, dove si parla soprattutto tedesco. I primi di ottobre, il consiglio provinciale di Bolzano ha approvato un giro di vite dell’"homeschooling". "Questo tipo di istruzione è chiaramente un diritto, ma dall’altra parte c’è anche il diritto del bambino ad accedere all’istruzione", ha ribadito in più occasioni l’assessore Philipp Achammer.