di Chiara Pozzati Caduti, schiacciati, stritolati. Un lucano di 37anni, Andrea Recchia (in foto), è morto a Sorbolo nel Parmense, travolto da un contenitore di mangimi. Un marchigiano 55enne è piombato a terra da 30metri d’altezza, nel cantiere dove lavorava a Campomarino, nel Molisano. E infine un agricoltore investito da una rotoballa di fieno in Val Pusteria. Tre vittime in meno di ventiquattro ore....

di Chiara Pozzati

Caduti, schiacciati, stritolati. Un lucano di 37anni, Andrea Recchia (in foto), è morto a Sorbolo nel Parmense, travolto da un contenitore di mangimi. Un marchigiano 55enne è piombato a terra da 30metri d’altezza, nel cantiere dove lavorava a Campomarino, nel Molisano. E infine un agricoltore investito da una rotoballa di fieno in Val Pusteria. Tre vittime in meno di ventiquattro ore. Tutte uccise dal lavoro. Tutte in un venerdì nero, quando l’Italia è ancora spezzata dalla morte di Luana D’Orazio, l’operaia di 22 anni risucchiata da un rullo mentre lavorava in un’azienda tessile a Montemurlo. Mamma del piccolo Donatello, 5 anni, Luana era parte di quella "generazione 1000 euro": con un contratto da apprendista e il futuro divorato dal lavoro.

Le storie delle morti bianche si ripetono in un rituale tanto crudele quanto prevedibile. Macchinari che diventano trappole mortali, impalcature terribili insidie, leggi sulla sicurezza troppe volte ignorate e fatali dimenticanze. Tutto nello sgomento generale per famiglie andate in pezzi all’improvviso e in un istante, come sempre accade. È la strage più silenziosa, ma altrettanto crudele che ogni anno miete vittime da Nord a Sud ed è forse l’unica che nemmeno la pandemia è riuscita a contenere. "Non basta il cordoglio, non basta la vicinanza, non basta neanche l’indignazione quando avvengono cose come queste. Occorre fare", ha tuonato a fine giornata il ministro del Lavoro, Andrea Orlando, chiamato in Prefettura a Prato per un vertice convocato proprio a seguito del dramma della 22enne. "Oggi ci siamo confrontati gli organi deputati al controllo per capire quali sono gli interventi che si possono fare per rafforzare ulteriormente gli strumenti di prevenzione e di contrasto al rischio", ha proseguito il ministro che ha poi suggerito l’impegno su quattro fronti: miglioramento dell’azione di coordinamento fra gli organi preposti a vigilare sula sicurezza sui luoghi di lavoro, formazione e prevenzione, rafforzamento degli organici e reputazione delle aziende.