Venerdì 19 Luglio 2024
ALESSANDRO D’AMATO
Cronaca

Alex Marangon trovato morto nel Piave: “Ucciso per chiudergli la bocca”. Appello dei familiari: “Chi sa parli”

I risultati dell’autopsia hanno confermato il decesso per “cause violente”. Secondo l’esame dei medici, il pestaggio è durato un minuto, decisivo il colpo alla testa. Sentiti cinque partecipanti al rito new age

Alex Marangon

Alex Marangon

Treviso, 7 luglio 2024 – Un appello "con spirito di pietà" a parlare. Perché "più persone sanno quello che è successo". L’avvocato Nicodemo Gentile, che assiste la famiglia Marangon, lo ha fatto dopo che i risultati dell’autopsia hanno confermato la morte "per cause violente" del 25enne Alex. E ieri, infatti, l’ascolto di cinque partecipanti al rito new age, che si stava svolgendo nell’abbazia di Santa Bona a Vidor in provincia di Treviso quando il barman di Marcon è fuggito dopo aver assunto ayahuasca e fatto una puntura di veleno di rana come terapia contro l’asma, si è rivelato fruttuoso. Gli investigatori sentiranno nuovamente nei prossimi giorni altre persone che erano presenti al raduno, una ventina in tutto (attualmente compresi dagli investigatori nella cerchia dei sospettati), mentre è in programma a metà settimana un altro più approfondito sopralluogo proprio a Vidor e sul greto del fiume Piave a Ciano, dove è stato ritrovato il corpo.

I testimoni

Il centro delle domande ai cinque testimoni è stato il "buco" temporale di tre ora tra il momento in cui Alex si è allontanato dai compagni, intorno alle 3 di notte, e la richiesta d’intervento ai carabinieri, effettuata alle 6 di mattina da parte del proprietario dell’area, dopo essere stato avvisato della scomparsa del 25enne. Intanto emerge anche la confidenza fatta da Alex a un amico: Marangon aveva già partecipato a due incontri del rituale al centro dell’indagine sulla sua morte, ma era preoccupato in vista del terzo, quello dopo il quale è stato trovato morto. Il barman del lago di Cardaro avrebbe manifestato "timori e preoccupazioni" in vista dell’appuntamento.

Le costole rotte

E sul suo corpo, rivela l’autopsia, sono state trovate numerose costole rotte. Le fratture sono soprattutto sul lato sinistro del corpo e sono compatibili con dei colpi di bastone o di una pietra di fiume. Al momento, però, la possibile arma del delitto non è ancora stata ritrovata. Per la famiglia il giovane è stato ucciso perché a quella festa a un certo punto è successo qualcosa di grave e lui voleva andarsene. E quindi qualcuno voleva "chiudergli la bocca" . Due persone tra i presenti avrebbero seguito Marangon dopo la crisi e non vedendolo sarebbero rientrate nella sala. Il pestaggio, secondo l’esame dei medici, è durato circa un minuto. Decisivo il colpo alla testa, che ha ucciso Marangon in una ventina di secondi.