Aula scolastica, foto di archivio (Ansa)

Roma, 14 giugno 2018 - Ennesima aggressione a un docente da parte dei genitori di un alunno. L’episodio è accaduto a Roma in un istituto superiore alla periferia di Roma. Secondo le prime ricostruzioni, ieri pomeriggio i genitori di uno studente hanno reagito prendendosela con gli insegnanti quando al colloquio hanno appreso della imminente bocciatura del figlio. Durante la discussione un professore di 23 anni, che stava intervenendo per difendere le ragioni del preside, che era stato deriso, insultato e minacciato senza ritegno, è stato colpito da un pugno sferrato da un familiare, che non voleva sentire ragioni. Portato in ospedale, ha avuto una prognosi di 8 giorni, quindi non una semplice escoriazione, segno della forza bestiale con la quale è stato colpito. Ha riportato trauma cranico, una sofferenza al tratto cervicale della colonna vertebrale e segni impressi sul collo, segno che non si è trattato solo di un cazzotto, ma di un vero e proprio pestaggio con un tentativo di soffocamento. Sul posto è intervenuta la polizia.

La violenza cieca e brutale ai danni del giovane professore si è consumata all’Itis Di Vittorio-Lattanzio di via Teano, nella zona della Prenestina. La vicenda è stata denunciata anche su Facebook da una donna che, affermando di essere la mamma dell'insegnante ferito, ha raccontato la dinamica dell’aggressione. “Ma il docente aggredito non ha nessuna colpa, l’unica ragione per cui è stato colpito consiste nell’essere stato presente nel momento in cui veniva comunicata ai genitori la decisione riguardante la mancata promozione del figlio alla classe superiore”, si legge nel post, annuncio cui hanno fatto seguito insulti e minacce ai docenti e al dirigente scolastico, culminati con la violenza bestiale e immotivata ai danni di un insegnante indifeso, che a fatica, secondo la madre, sarebbe riuscito a sottrarsi alla furia. Un altro doloroso segnale che conferma le vulnerabilità della scuola.