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12 apr 2022

Polizia postale: i nostri agenti infiltrati sul web tra maniaci e cyberbulli

Il numero uno della Polposta: un ruolo difficile a cui vengono preparati da esperti e psicologi

12 apr 2022
beppe boni
Cronaca
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Roma, 12 aprile 2022 - Pattugliano le strade e sorvegliano l’Italia passando dallo schermo del computer. Non si vedono ma ci sono. I cyber poliziotti sono un reparto fondamentale dato che la nostra vita, per lavoro o per divertimento, si svolge in gran parte nel mondo del web. Che è una prateria dove i reati rappresentano l’evoluzione della specie. Ivano Gabrielli è il direttore generale della Polizia postale e delle comunicazioni.

Quali sono le attività illecite che più vi preoccupano?

"Soprattutto i reati che coinvolgono i minori come cyberbullismo, adescamento via web da parte di adulti, attività di pedopornografia. Il periodo della pandemia, che ha costretto a casa le persone, ha registrato un aumento esponenziale di questi reati".

Perché il cyberbullismo è così frequente?

"É la proiezione sul web, perchè più facile da attuare, della prevaricazione in presenza. Il web agisce da moltiplicatore. Il problema più grave è la diffusione di video a sfondo sessuale o di bullismo, della cui pericolosità i ragazzini non si rendono conto. Possono provocare danni seri agli adolescenti come disturbi della personalità e depressione, ma si arriva anche a episodi di autolesionismo e tentativi di suicidio".

Come prevenire queste situazioni estreme?

"Famiglia e scuola sono due poli fondamentrali per educare i minori. Tutti noi ormai siamo eternamente interconnessi. Ma bisogna evitare che i ragazzi consegnino la propria personalità al web perchè significa chiamarsi fuori dalla vita sociale, con tutti i pericoli del caso". Già, ma qual è la via giusta?

"É necessario spiegare ai figli una nuova scala di valori che riguarda i social. Serve far comprendere che la diffusione di video intimi non è uno scherzo, configura estremi di reato e causa danni alle vittime. I cyber bulli il più delle volte non si rendono conto della gravità dei loro comportamenti. E la diffusione dei dati personali, anche a sconosciuti, è una attività rischiosa".

Allora i genitori devono fare gli hacker per controllare i figli?

"Diciamo che devono avere capacità di controllo, sapere che piattafome frequentano i ragazzi. Padri e madri devono sforzarsi di parlare con i figli, affrontando anche il tema della sessualità in campo virtuale".

Quanto è diffusa la pedopornografia?

"Intanto un dato. Il Centro nazionale per la pedopornografia on line nel 2021 ha indagato 1421 persone e analizzato i contenuti di 29847 siti internet. Una componente della Polizia monitora il dark web per intercettare gli scambi di materiale sensibile. E utilizziamo agenti undercover, sotto copertura, un ruolo di grande stress".

Come li preparate?

"È attiva una struttura denominata Unità di analisi del crimine informatico formata da esperti e psicologi che prepara gli operatori, fornisce supporto investigativo e assiste anche gli agenti undercover costretti a spacciarsi per pedofili e maniaci. Un ruolo difficilissimo".

Che genere di reati sessuali si consumano fra adulti?

"Essenzialmente di due tipi. C’è il sextortion: l’individuo adescato comincia a scambiare immagini intime e poi scatta l’estorsione: paga o diffondo le foto. Poi la truffa sentimentale, la Romance scam. La vittima viene coinvolta in una relazione virtuale con stereotipi diffusi, un militare, un professionista. Poi arrivano richieste di denaro con la scusa di difficoltà di salute e quando la vittima intuisce la truffa gli importi versati sono già fuori controllo".

I pericoli del web sono anche per le aziende?

"Il financial cybercrime è in netto aumento. Abbiamo registrato 15068 casi nel 2021 a fronte di una movimentazione di oltre 20 milioni di euro. Le somme frodate prendono la via di Taiwan, Hong Kong Cina e altri Paesi extraeuropei. Noi vigiliamo, ma le aziende devono fare prevenzione con investimenti sulla sicurezza informatica affidati a professionisti".

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