Luisa Zappitelli depone il suo voto nell’urna del seggio elettorale. Dal 1946, quando le donne votarono per la prima volta, non ha mai saltato una consultazione
Luisa Zappitelli depone il suo voto nell’urna del seggio elettorale. Dal 1946, quando le donne votarono per la prima volta, non ha mai saltato una consultazione
di Cristina Crisci CITTÀ DI CASTELLO (Perugia) "Per tutti era la nonna dei record, icona dei diritti delle donne. Per me era una mamma speciale...". Anna Ercolani, insegnante in pensione, piange per la morte della madre Luisa Zappitelli, classe 1911, autentica bandiera dell’italianità, concetto sottolineato anche dal presidente Mattarella. "Non dimenticava mai di...

di Cristina Crisci

CITTÀ DI CASTELLO (Perugia)

"Per tutti era la nonna dei record, icona dei diritti delle donne. Per me era una mamma speciale...". Anna Ercolani, insegnante in pensione, piange per la morte della madre Luisa Zappitelli, classe 1911, autentica bandiera dell’italianità, concetto sottolineato anche dal presidente Mattarella. "Non dimenticava mai di essere sopravvissuta a guerre mondiali e pandemie: la Spagnola di inizio secolo e il Covid. E parlava spesso dell’importanza dei diritti e delle conquiste civili delle donne. I suoi messaggi hanno fatto nel 2020 il giro del mondo. Le sue interviste sono state tradotte anche in arabo e i suoi saluti in tempo di Covid dalla finestra di casa sono diventati virali e rilanciati dai telegiornali di mezzo mondo".

Quando era giovane Luisa andò a votare nell’anno del suffragio universale, diritto-dovere che ha continuato a esercitare per tutta la vita. "Non ha mai saltato una consultazione, un referendum, un voto. Anche con le stampelle, anche con una ferita alla testa. Negli ultimi anni quando andava a votare a Città di Castello tutti si alzavano e applaudivano. Ne era felicissima, sapeva di aver dato un esempio: fare le cose in cui credeva".

Tre anni fa Mattarella la citò in un discorso ufficiale dal Quirinale per la Giornata Internazionale della donna, portandola ad esempio alle giovani generazioni. Lei che andò a piedi a votare per la prima volta nel 1946. "La mamma credeva che lo studio, la partecipazione e i diritti delle donne fossero imprescindibilmente legati. Partecipava alla vita democratica delle istituzioni con profonda convinzione tanto che insieme ad altre sue amiche si recò a piedi per diversi chilometri al seggio elettorale per contribuire al successo della Repubblica sulla Monarchia nel 1946 e quando tornò disse agli uomini di casa: ora contiamo come voi".