Deborah

Bonetti

La prima reazione del governo inglese alla pandemia fu quella di auspicare l’immunità di gregge. Si accorse presto che sarebbe stata una follia e fu costretto alla retromarcia. Ma ora l’Inghilterra ci riprova con il "grande esperimento inglese", usando la scusa della finalissima degli Euro2020, la prima che l’Inghilterra del calcio riesce a conquistare dal 1966. Per la partitona contro l’Italia, Wembley deve essere stracolmo di tifosi urlanti (Go England!) e se ci dovesse essere qualche morto in più per Covid, pazienza.

Un esperimento folle, in un paese in cui proprio ieri si è raggiunto il record di contagi da gennaio, con più di 35mila casi provocati dalla micidiale variante Delta (ma “solo” 29 morti). Per il 19 luglio, il “Freedom Day”, quando cadranno tutte le misure ristrettive anti-Covid, il Paese potrebbe raggiungere i 50mila casi al giorno. E per agosto se ne prospettano 100mila al giorno, con morti in crescita soprattutto fra le fasce non vaccinate. Ma Boris Johnson non se ne fa un cruccio e dichiara: "Se non apriamo il Paese ora, quando dovremmo farlo?". Secondo lui, con una grande maggioranza di vaccinati (ieri l’86,7% di adulti aveva ricevuto la prima dose e il 65.2% ambedue le dosi) l’estate è il momento migliore per vedere se il collegamento fra casi rilevati e ospedalizzazioni e morti si è – se non spezzato – almeno attenuito. E gli inglesi gli vanno dietro, apparentemente felici di fare le cavie d’Europa.