Milano, 19 giugno 2017 - Il vulcano che erutta e copre di lava tutto il terreno circostante. Mino Raiola è un po’ così. E, nella ridente Montecarlo e di fronte a un ristretto numero di giornalisti, eccolo sorridente difendere a spada tratta la decisione di Gigio Donnarumma di non voler rinnovare il contratto, svelandone motivi e sotterfugi quasi da file noir.
Perché la verità - dice lui - è che Gigio ha visto un atteggiamento minaccioso (il riferimento alla tribuna) da parte del club nella trattativa per il contratto con i rossoneri (da 5 milioni all’anno). E questo non è piaciuto, né a Raiola né alla famiglia del giocatore. E poi c’è lui, Massimiliano Mirabelli. Il nuovo direttore sportivo del Milan, che con Raiola ha un rapporto pessimo: «Un non rapporto, per una persona poco educata» avrebbe riferito ancora Mino. Due uomini di calcio molto diversi e pungenti che si sono subito dichiarati guerra. Il ds milanista infastidito dai vecchi rapporti tra Raiola e Galliani, fin troppo amichevoli e tendenziosi. Il procuratore poco contento di alcune mosse del dirigente, come quella di presentarsi a Montecarlo per trattare con Gigio annunciando anche il possibile ritorno al Milan di suo fratello Antonio.

Mirabelli, dal canto suo, non ha risposto direttamente a Raiola ma ha fatto subito capire che, ormai, in casa Milan le cose sono cambiate. Perché il club rossonero ha deciso di cambiare e di netto, anteponendo gli interessi del club a quelli del singolo. E poco importa se quest’ultimo è l’astro nascente del calcio mondiale. «Donnarumma è un giocatore del Milan, un campione, un grandissimo ragazzo che certamente giocherà con noi». Dichiarazioni che fanno comprendere come, alla fine, difficilmente quest’anno il numero 99 rossonero si muoverà da Milano. Per lui si ipotizza una stagione in panchina o in tribuna, anche se a precisa domanda Mirabelli glissa: «Ma queste decisioni spetteranno a Montella - ha ribadito - Rimane un giocatore del Milan, se sarà titolare lo decide l’allenatore. Le scelte le farà il tecnico: non esiste dire che andrà in panchina o in tribuna, non sta né in cielo né in terra. Questo vale per tutti».

L’azienda prima del singolo. Discorso che non è piaciuto a Mino Raiola, uno che vuole sempre valorizzare i suoi assistiti anche con scelte controcorrente: «Gigio merita il palcoscenico della Champions», ha proseguito Raiola. Che, tra le righe, ha lasciato intendere come la sua fiducia nella nuova dirigenza e nella nuova proprietà cinese del Milan sia pressoché pari a zero.
Ieri, intanto, Mirabelli ha incontrato Alessandro Lucci, agente di Mattia Perin.