Firenze, 8 gennaio 2018 - "Io e Roberto? La nostra amicizia è stata come un matrimonio. Ci siamo conosciuti e mai più lasciati, ecco perchè oggi sono qui in Palazzo Pitti per l'apertura della mostra Capucci Dionisiaco", racconta Raina Kabaivanska, soprano eccelso, donna bellissima ancora oggi che ha 83 anni, quattro di meno dell'amico couturier al settimo cielo per questa celebrazione che ha voluto tributargli il direttore delle Gallerie degli Uffizi Eike Schmidt, mettendo in mostra davanti al mondo 72 disegni del Maestro dell'alta moda a tema di costumi maschili per il teatro.

Roberto Capucci, il re degli abiti-scultura: "L'uomo ha perso l'eleganza"

"Siamo simili, io e Roberto diciamo sempre quello che pensiamo - continua Raina che si scalda con la giacca di zibellino - lui ha vissuto sempre per la bellezza, non ha voluto mai entrare nel commercio della moda e questa è una cosa rara nel mondo del fashion. Capucci è rimasto nel sublime". Poi un commento sulla moda oggi che può essere anche crudele. "L'abito ti può mangiare, o ti può annientare - spiega la Kabaivanska - trovare l'equilibrio è difficile, bisogna avere la forza di domare l'abito e farlo tuo. Io con gli abiti di scena di Capucci mi sono sentita sempre bella, lui esalta la bellezza femminile. E indosso le sue creazioni anche nella vita, a volte sono creazioni perfino semplici".

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