Barcellona, 7 ottobre 2017 - Una folla di 50mila persone ha invaso piazza de Colon a Madrid, per manifestare a favore dell'"unità nazionale"," della Costituzione" e dello "stato di diritto". In terra una bandiera della Spagna, mentre in sottofondo risuona dagli altoparlanti la canzone 'Que viva Espana' e la folla agita cartelli con la scritta 'golpisti' accanto ai volti dei vertici del governo catalano. E' la risposta di una parte degli spagnoli, sollecitata dalla fondazione Denas, alla pressione per l'indipendenza della Catalogna. Ma non è l'unica. La vicina piazza de Cibeles ha accolto invece la mobilitazione di chi chiede dialogo politico, all'insegna di "Parlem? (parliamo, in catalano)".

"PARLIAMO" - Lo stesso motto "Hablamos? Parlem?", diventato anche un trend sui social, guida una manifestazione a Barcellona. In oltre 5mila, vestiti simbolicamente di bianco, si sono riuniti in piazza Sant Jaume per sollecitare il governo di Madrid e la Generalitat catalana a mettersi a un tavolo, prima che arrivi la dichiarazione di indipendenza: il 'President' Puigdemont parlerà martedì davanti al parlamento catalano. Anche a Valencia centinaia di persone sono in strada, davanti al Municipio, per chiedere una soluzione condivisa della crisi. "Se quelli sopra strillano - recitano gli striscioni - quelli in basso parlano', e 'Parliamo'". Marce bianche si moltiplicano in tutto il Paese. 

FORZE SPECIALI IN AZIONE - Intanto, in vista di un atto di indipendenza, le autorità spagnole hanno cominciato a dispiegare forze speciali dei servizi di sicurezza in infrastrutture strategiche in Catalogna, come l'aeroporto El Prat. Lo rivela l'agenzia di stampa spagnola Europa Press, citando fonti della polizia. 

CATALEXIT - E prosegue l'esodo di banche e aziende da Barcellona. L'istituto di credito catalano La Caixa ha deciso di trasferire la sede sociale nelle isole Baleari. Stessa decisione è stata presa da Aigues de Barcelona, la società di distribuzione idrica, che ha spostato la sua sede a Madrid.