Ancona, 11 marzo 2017 - DALLA progettazione all’esecuzione, passando per i materiali utilizzati, si concentra anche sulla «catena degli appalti» il lavoro della Procura di Ancona per ricostruire cause e responsabilità del crollo del ponte sulla A14, che ha provocato la morte dei coniugi Diomede e il ferimento dei tre operai della Delabech srl, impegnati nel sollevamento del cavalcavia. L’intervento ha coinvolto «più ditte», hanno spiegato ieri gli inquirenti: oltre alla Delabech di Roma, subappaltatrice per conto della Pavimental, società controllata di Autostrade, il Gruppo Nori srl di Castelnuovo di Porto e altre ancora. 

IL SOSTITUTO procuratore Irene Bilotta ha affidato a Luigino Dezi, docente di Ingegneria civile all’Università politecnica delle Marche, la ricostruzione di cause e responsabilità dell’evento: per ora il fascicolo è aperto contro ignoti per omicidio colposo plurimo, ma con i primi risultati degli accertamenti tecnici l’ipotesi di reato potrebbe trasformarsi in disastro colposo. Una prima ricostruzione di quanto è accaduto comincia intanto a prendere corpo in via ufficiosa e mette in evidenza un possibile errore umano. Il cavalcavia si sarebbe inclinato da un lato per poi ‘scivolare’ e abbattersi al suolo. La conferma viene dal dirigente della Polstrada Marche Alessio Cesareo, secondo cui è possibile che il troncone caduto non appoggiasse perfettamente per l’intera lunghezza, o che da una parte fosse più sollevato e dall’altra meno, anche se si tratta di scenari tutti da verificare. Sta di fatto che i sostegni provvisori non presentano danni. 

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E INFATTI l’ingegner Giovanni Scotto Lavina, responsabile del procedimento per Autostrade per l’Italia, che sta valutando «l’ipotesi di eventuali errori e possibili azioni a tutela», ha ribadito che «è andata in crisi la struttura dell’insieme dei sostegni provvisori del ponte, per motivi da accertare. La struttura di calcestruzzo che sosteneva le travi è integra». 

IL PUNTO CENTRALE dell’inchiesta è ora stabilire il tempo intercorso tra il sollevamento e il crollo, hanno detto il procuratore di Ancona Elisabetta Melotti e il pm Irene Bilotta. I detriti, ha spiegato Bilotta, «sono stati rimossi perché non servono», nel senso che il problema non si è verificato sul troncone caduto ma ai lati, appunto, sulle pile provvisorie per l’innalzamento del cavalcavia. Proprio per questo il pm ha autorizzato la demolizione della parte centrale del ponte, per permettere di riaprire la circolazione lungo la A14: ieri il traffico ha ripreso a circolare in entrambe le direzioni alle 9 del mattino. Secondo Autostrade, «le attività di sollevamento erano state completate alle 11.30». Al momento dell’incidente, alle 13.50 circa, il personale era occupato in «attività accessorie». Particolare confermato dagli operai: «Stavamo raccogliendo le attrezzature». Ma si sta cercando di capire se, invece, il sollevamento fosse ancora in atto o il ponte non ancora del tutto stabilizzato. Stando agli stessi lavoratori, erano in tre, tutti della Delabech, a lavorare al sollevamento del cavalcavia, mentre un’altra squadra della Gruppo Nori era sopra, sulla provinciale 10, per un altro genere di lavori.