Torino, 13 marzo 2017 - La Corte d'Appello di Torino ha confermato lo stato di adottabilità della bimba - che ormai ha quasi 7 anni - che era stata allontanata dalla coppia di "genitori-nonni" di Casale Monferrato (75 anni lui, 63 lei) a pochi mesi dalla nascita. I giudici hanno respinto il ricorso presentato dalla coppia. I due avevano fatto ricorso alla fecondazione eterologa all’estero per diventare genitori nonostante l’età avanzata.

La piccola quindi resterà con i genitori adottivi. Era stata allontanata dalla coppia quando aveva due mesi di vita in seguito a una denuncia per presunto abbandono, poi conclusasi con l'assoluzione del padre. La bimba, che nel frattempo è stata adottata da una nuova famiglia, da quattro anni non ha nessun contatto con i genitori naturali.

Lo scorso giugno la Cassazione aveva cancellato sia la sentenza della Corte d'appello del 2013, che si era pronunciata per l'adottabilità, sia la successiva decisione della Cassazione, che aveva confermato l'orientamento. La Suprema Corte aveva quindi rinviato la questione alla Corte d'appello.

L'AVVOCATO -  "Certamente la sentenza tiene conto dello stato attuale della bimba, che vive con un'altra famiglia, e dell'eventuale trauma conseguente alla separazione, ma prima o poi bisognerà spiegarle che i suoi genitori sono altri e come mai è stata allontanata da loro", commenta Adriana Boscagli, legale dei genitori-nonni di Casale Monferrato, dopo la sentenza. "Confidavamo in una Corte più coraggiosa - ha aggiunto l'avvocato - che considerasse i genitori naturali come una coppia assolutamente in grado di prendersene cura della bambina. Ora faremo ricorso in Cassazione". 

LA PSICOLOGA - Quella dei genitori nonni è una storia che segna "la sconfitta della giustizia". Per Anna Oliverio Ferraris, psicologa a La Sapienza di Roma ed esperta delle dinamiche che sono tipiche della cosiddetta età evolutiva, ovvero di bambini ed adolescenti, la giustizia italiana "dimostra ancora una volta di non essere in grado di intervenire in maniera efficace e rapida nel dirimere controversie che riguardano i bambini". E continua: "Lo vedo anche in altri processi, quando si tratta di divorzi o di altri procedimenti in cui sono coinvolti bambini il problema è sempre quello di una estrema lentezza. In pratica - aggiunge - i bambini vengono lasciati crescere senza che vengano risolti i contenziosi che li vedono protagonisti e al termine dei quali, la loro vita affettiva può anche essere sconvolta". In questo caso della famiglia di Casale Monferrato "il tribunale dei minori pare non rendersi conto che i bambini hanno bisogno di una loro stabilità emotiva. Che i bambini si affezionano alle persone che li prendono in cura e che questi legami sono importanti per i bambini. Non si rendono conto di questa importanza e fanno pasticci".