Martedì 21 Maggio 2024
PIER FRANCESCO DE ROBERTIS
Archivio

Reciproche astuzie

Diciamocela tutta, vedere Beppe Grillo con una fiaccola in mano che sfila da Perugia verso Assisi spiegando di essere, lui e gli altri del Movimento 5 Stelle, «i nuovi francescani», fa un certo effetto. E invece non c’è nulla di strano, se pensiamo a quanto accaduto un mese fa, con lo spazio concesso dal quotidiano dei vescovi, «Avvenire», al fondatore del Movimento 5 Stelle nel medesimo giorno in cui il direttore dello stesso quotidiano, Marco Tarquinio, concedeva una intervista al Corsera ipotizzando corpose aperture di credito del mondo cattolico ai pentastellati. La notizia filtrata ieri secondo cui il Movimento 5 Stelle ha sdoganato i finanziamenti pubblici alle scuole cattoliche non fa che confermare la tendenza: grillini e cattolici stanno riducendo le distanze.

Le elezioni sono sempre più vicine, i grillini hanno ambizioni importanti e sanno che in Italia il voto cattolico è fondamentale; non basta per vincere ma è sufficiente per perdere, e averlo contro impedisce di per sé il superamento della soglia del 30 per cento, obiettivo che Grillo giudica a portata di mano. Da parte loro, un certo numero di vescovi ha capito che in una situazione politica così incerta la scelta migliore è diversificare il rischio, e quindi ha pensato bene di aprire una linea di credito a chi fino a qualche tempo fa era giudicato poco meno di Satana. La volontà del Papa di volere una Chiesa non schierata da una parte o dall’altra si sposa poi perfettamente con l’ambizione post-ideologica dei pentastellati, «in un mondo dove – dice Grillo – destra e sinistra non esistono più». Ecco, tutto questo produce uno spazio che il Movimento 5 Stelle non vuole lasciare inesplorato, e che le altre forze politiche farebbero bene a non sottovalutare. Grillo ha mostrato nel tempo una sapiente capacità manovriera e i vescovi, gente abituata a far di conto e a muoversi «astuti come i serpenti» restando «puri come colombe» (sta qui l’astuzia), non sono da meno.