Roma, 4 gennaio 2018 - I numeri hanno confermato la sensazione: è boom di casi di influenza. E il picco, forse, non è ancora stato raggiunto. C'è stato comunque un raddoppio del numero degli italiani che si sono ammalati. E sono stati tanti quelli che si sono rivolti ai pronto soccorso. Secondo il bollettino dell'Iss pubblicato, che si riferisce al periodo 25-31 dicembre, i casi sono stati circa 673.000 per un totale, dall'inizio della sorveglianza, di circa 2.168.000. Nella settimana precedente gli italiani colpiti dal virus sono stati 387mila. Questa intensità ha riguardato tutte le regioni, tranne il Nord Est. Molti casi fra i bambini.

Influenza 2017-2018: sintomi, quanto dura, contagio

image

L'INTENSITA' DELL'EPIDEMIA - Il livello di incidenza in Italia è pari a 11,11 casi per mille assistiti, e ha già superato quello massimo raggiunto nella scorsa stagione. L'intensità dell'epidemia è ancora considerata media, ma ci si sta avvicinando molto al valore di 13,50 che definisce un'intensità 'alta'. "In tutte le Regioni italiane - si legge nel bollettino - il livello di incidenza è pari o superiore a dieci casi per mille assistiti tranne in Friuli V.G., Veneto, Provincia atuonoma di Bolzano e Val d'Aosta in cui si mantiene a circa quattro casi per mille assistiti". Le Regioni più colpite, dove è stata superata la soglia dei 13,50 casi ogni mille assistiti, sono Lombardia, Liguria, P.A. Trento, Marche, Basilicata e Calabria. Per quanto riguarda l'età dei pazienti, "nella fascia di età 0-4 anni l'incidenza è pari a 29,17 casi per mille assistiti, nella fascia di età 5-14 anni a 18,96 nella fascia 15-64 anni a 10,07 e tra gli individui di età pari o superiore a 65 anni a 6,27 casi per mille assistiti".

Influenza 2017-18, ecco come prevenirla

"ANDAMENTO IMPREVEDIBILE" - L'influenza ha già superato il picco della stagione scorsa, ma non è possibile dire se il numero dei casi salirà ancora o se invece inizierà la parabola discendente, afferma Giovanni Rezza, direttore del dipartimento di Malattie infettive dell'Istituto Superiore di Sanità. "C'è stato un aumento molto brusco dei casi questa settimana, che ci ha portato a superare abbondantemente quelli della scorsa stagione, che già aveva avuto un'intensità notevole - spiega l'esperto -. L'andamento dell'epidemia influenzale è imprevedibile, quindi non si può escludere che ci siano ancora più nuovi casi nel prossimo rapporto. Da noi, ad esempio, ancora non si sono manifestati molti contagi dal ceppo H3N2, che invece sta dando molti problemi in Inghilterra. Se dovesse cominciare a colpire anche qui avremmo ancora più pazienti". Al momento, sottolinea Rezza, da noi non sembrano esserci i problemi di intasamento dei pronto soccorso che si vedono al di là della Manica. «Il sistema per ora regge - spiega -. L'appello è sempre a non andare al Pronto Soccorso se non per i casi più gravi, e per il resto le raccomandazioni sono le solite, a partire dal prendere antibiotici solo quando li prescrive il medico, cioè quando ci sono coinfezioni batteriche».