Quali sono i 4 cibi che mangeremo in futuro

Carne sintetica, insetti, cibo in 3D e funghi sono 4 degli alimenti che ci aiuteranno a combattere la fame nel mondo e la crisi climatica in un futuro non molto distante

Crediti iStock - Campione di carne sintetica

Crediti iStock - Campione di carne sintetica

Siamo tendenzialmente abituati a pensare al cibo, soprattutto in Italia, in maniera piuttosto tradizionale. Associamo colazione, pranzo e cena ad alimenti specifici, riuscendo a fatica a discostarci da quella che è la nostra tradizione culinaria. Quello di cui non ci rendiamo minimamente conto, tuttavia, è che le possibilità a nostra disposizione sono in realtà infinite. Al di là del classico piatto di pasta, la natura e la scienza ci offrono una serie di opzioni alternative che sovente, in futuro, rappresenteranno la nostra quotidianità. C’è infatti una necessità sempre più pressante che pesa sulle nostre teste, ovvero la prospettiva di dover dare da mangiare a 10 miliardi di esseri umani, tanti saremo secondo le ultime stime entro il 2050. Ecco dunque quali possono essere le soluzioni alimentari più sostenibili a lungo termine da questo punto di vista.  

I 4 cibi del futuro: ecco cosa mangeremo da qui ai prossimi anni

Partiamo subito con gli insetti, che ad onor del vero per milioni di persone già fanno parte della quotidianità. Nonostante in Occidente ci sia ancora un certo scetticismo rispetto al loro consumo, in gran parte dell’Asia questo tipo di risorsa alimentare è la norma praticamente da sempre. Non ci sono dubbi rispetto al fatto che gli insetti siano una preziosissima fonte di proteine, ma anche di sali minerali come il magnesio, lo zinco e il potassio, oltre alle vitamine del gruppo B. Da ormai diversi anni, inoltre, l’allevamento di insetti a scopi alimentari si è dimostrato essere una valida alternativa per la sostenibilità alimentare, questo perché i mangimi a base di larve richiederebbero, in teoria, molta meno acqua rispetto a quelli a base di soia. La FAO, a proposito, ha confermato che la farina a base di insetti sarebbe già in grado di rimpiazzare quella di pesce o di soia utilizzata per i mangimi animali dal 25 al 100%. Vermi, cavallette, grilli e chi più ne ha più ne metta potrebbero dunque presto entrare nelle nostre tavole soprattutto in forma di farina da utilizzare per diverse preparazioni. Proprio di recente, tra l’altro, l’Efsa (l’Agenzia europea per la sicurezza alimentare) ha finalmente dato il via libera per la distribuzione dei prodotti a base di farina di grillo anche nel nostro Paese, scatenando tutte le prevedibili polemiche del caso. I più schizzinosi, ad ogni modo, non dovrebbero disperare. Tra i cibi del futuro ci saranno anche prodotti molto più appetibili e simili a quelli che già consumiamo da tempo, come la discussa carne sintetica. Si tratta di un prodotto alimentare prodotto a partire da una sintesi di cellule animali in vitro, che vengono fatte crescere in laboratorio in modo artificiale al fine di riprodurre processi che avverrebbero naturalmente nel corpo degli esseri viventi. Di norma, la produzione di questa carne si basa sullo sviluppo di cellule staminali in grado di comporre, moltiplicandosi, nuovi tessuti, e che vengono estratte da animali vivi o dai loro embrioni. All’interno di un terreno di coltura queste cellule iniziano a crescere, ma affinché si possa parlare di un prodotto finale realmente simile alla carne e vera e propria avranno comunque bisogno di una struttura tridimensionale all’interno della quale svilupparsi, il che rende particolarmente complessa la produzione di carne sintetica su larga scala. Quanto detto fino a questo punto si lega strettamente, più in generale, al cosiddetto cibo stampato in 3D, un concetto che potrebbe di rivoluzionare la nostra concezione sulla produzione degli alimenti a lungo termine. Una stampante 3D per il cibo può creare oggetti tridimensionali a partire da un materiale viscoso che viene stratificato fino a creare il piatto desiderato. La pizza del futuro, dunque, potrebbe essere creata attraverso un impasto che, dopo essere stato estruso dalla macchina, può essere condito e inviato automaticamente in forno. Le applicazioni della tecnologia 3D per il cibo sono in realtà infinite (e valgono anche per la stessa carne sintetica), nonostante si tratti per il momento di una soluzione dai costi ancora estremamente elevati. Vale inoltre la pena citare un altro potenziale prodotto in grado di aiutare l’umanità sfamando un numero ingente di esseri umani con costi di produzione e impatto ambientale relativamente limitati: stiamo parlando dei funghi. Ad inserirli di diritto fra i cibi del futuro è stato il World Economic Forum, che ha spiegato come non solo siano facilmente coltivabili ma anche come siano molto preziosi in un’ottica futura di adattamento al cambiamento climatico (ormai praticamente irreversibile). Ricchi di fibre e proteine, i funghi possono anche rivelarsi molto utili dal punto di vista dell’economia circolare: i loro scarti sono infatti già stati utilizzati per la produzione di polimeri simili alla plastica da riutilizzare persino per abiti e accessori (pensiamo ad Hermès, che nel 2021 ha lanciato la sua prima borsa di pelle derivata proprio da questo prodotto naturale).