La doppia dedica a papà, sul casco. I pensieri del ritiro per ora allontanati, ma ancora non troppo. La gioia di fare quello che più le piace al mondo (e meglio le riesce), da ritrovare in pieno. Una condizione fisica e soprattutto tecnica tutta da scoprire, quanto meno nelle altre specialità, gigante, discesa e...

La doppia dedica a papà, sul casco. I pensieri del ritiro per ora allontanati, ma ancora non troppo. La gioia di fare quello che più le piace al mondo (e meglio le riesce), da ritrovare in pieno. Una condizione fisica e soprattutto tecnica tutta da scoprire, quanto meno nelle altre specialità, gigante, discesa e superG, anche se nel weekend si gareggerà solo in slalom. Sì, Mikaela Shiffrin (nella foto), regina autentica del Circo Bianco, è tornata, con tanti dubbi ancora e poche certezze. Ma c’è, in Finlandia, per gareggiare nel prossimo weekend, ed è un bene anche per le avversarie, perché Petra Vlhova, Federica Brignone e Marta Bassino hanno compiuto un notevole passo avanti, tutte, nella scorsa stagione, anche e soprattutto per lanciare la sfida a sua maestà. Come a dire che lei alza anche l’asticella delle rivali. L’aspetto incredibile della preparazione a singhiozzo di Shiffrin è che ancora Mika non ha svolto un solo allenamento di velocità dall’ultima gara vinta a Bansko, lo scorso 26 gennaio, in superG, davanti a Bassino. Attualmente si è concentrata sullo slalom. La sua schiena, secondo l’allenatore personale Mike Day, "è a posto". Certo, la botta subita a Sölden in allenamento non ha aiutato la causa e difatti sul Rettenbach Shiffrin non ha gareggiato il 17 ottobre. Ma la sfida vera riguarda la sfera emozionale. Sabato saranno passati 300 giorni dalla sua ultima gara e nessuno può sapere come Shiffrin reagirà: "In questo momento – ha aggiunto Day – non mi interessano davvero i risultati: che vinca o perda, ci saranno molte lacrime". Già.

Gianmario Bonzi