Moise Kean, 21 anni, torna alla Juventus dove è cresciuto dopo due stagioni tra Everton e Paris Saint Germain. A sinistra Cristiano Ronaldo, a destra Mourinho
Moise Kean, 21 anni, torna alla Juventus dove è cresciuto dopo due stagioni tra Everton e Paris Saint Germain. A sinistra Cristiano Ronaldo, a destra Mourinho
Comunque la giri, ogni movimento sul mercato della Juve somiglia a un passo indietro, almeno nel tempo. A un rimedio su errori del presente e del passato. Al di là della scelta personale di Cristiano Ronaldo, sulla quale la Juventus non ha avuto verosimilmente alcuna reale possibilità di opposizione, al di là del commento di Mourinho ("Se Cristiano è felice, i bianconeri e lo United anche, allora è il business perfetto"), il fatto che il ’prescelto’ per raccoglierne l’eredità sia Moise Kean, talento ancora non completamente espresso, ma...

Comunque la giri, ogni movimento sul mercato della Juve somiglia a un passo indietro, almeno nel tempo. A un rimedio su errori del presente e del passato. Al di là della scelta personale di Cristiano Ronaldo, sulla quale la Juventus non ha avuto verosimilmente alcuna reale possibilità di opposizione, al di là del commento di Mourinho ("Se Cristiano è felice, i bianconeri e lo United anche, allora è il business perfetto"), il fatto che il ’prescelto’ per raccoglierne l’eredità sia Moise Kean, talento ancora non completamente espresso, ma comunque cresciuto nel vivaio bianconero, aggiunge il gusto del paradosso alla trama del drammone di fine estate.

Con CR7 allo United, la Juventus ha incassato una cifra che si aggira sui 25 milioni di euro. Ne spenderà meno per riabbracciare Moise Kean, per il quale ne ottenne 27,5 due anni fa dall’Everton: adesso con 20 milioni i bianconeri si aggiudicheranno il prestito biennale con obbligo di riscatto del ventunenne che sta tornando anche a far parte del giro azzurro.

Ovviamente, non si tratta di uno scambio tecnico alla pari, e non solo perché i numeri di Ronaldo e quelli di Kean non sono commensurabili, come ci insegnavano alle elementari, perché sono proprio ordini di grandezza diversi. Kean è un giocatore differente, molto più giovane, ancora da ‘finire’, eppure già esperto visto che nelle ultime due stagioni, pur senza incantare, ha comunque giocato nella Premier con Ancelotti (2 gol in 31 partite) e l’anno scorso al Paris Saint Germain dove la concorrenza era sicuramente maggiore nel reparto (comunque 13 gol in 26 partite, 17 gol totali contando tutte le manifestazioni). Al Psg è diventato, a 20 anni e 243 giorni, il calciatore italiano più giovane a segnare in Champions alla sua prima presenza da titolare, record tolto a Del Piero. Per dire.

Perché il problema, con Kean, è il rischio di dimenticare che stiamo comunque parlando di un classe 2000: è vero che ha già alcuni episodi che lo segnalano come...irrequieto, ma ha pur sempre solo 21 anni. In quanti possono dire di essere stati richiamati dalla Juve, a quella età, dopo aver passato due stagioni in ambienti calcistici di primo piano?

Poi, è chiaro, se si considera che la Juve ce l’aveva già, il ragazzo nato a Vercelli da genitori ivoriani e cresciuto a Vercelli, fa effetto pensare che se lo debba ‘ricomprare’ due anni dopo.

Evidentemente Allegri conta di saperne valorizzare le qualità, come aveva fatto lanciandolo nel campionato 2016-2017 quando ancora non aveva 17 e anni e, con il gol al Bologna nell’ultima di campionato, divenne il primo millennial a segnare in serie A. Intanto da Torino è in partenza l’esterno Luca Pellegrini (probabilmente West Ham), mentre su Scamacca si è mosso seriamente il Cagliari.

d. r.