Valentino Rossi (Lapresse)
Valentino Rossi (Lapresse)

Roma, 21 luglio 2019 - Questione di tempi. Forse non così immediati (ma occhio alle sorprese) e quindi da proiettare nei giorni (fine stagione prossima) in cui il suo contratto con la Yamaha andrà in scadenza. Fatto sta che la pensione di Valentino Rossi sta diventando argomento di strettissima attualità. L’incentivo? La stagione (terribile nei risultati) in corso che poi segue quella targata 2018 che era stata altrettanto in nero.

Rossi? Si dice non preoccupato dei suoi 40 anni, prova e continua a guardare avanti, ma nel team la situazione sta cambiando. E prendendo una piega poco incoraggiante. Lin Jarvis, il managing director della Yamaha, sembra così aver deciso di affrontare la questione di petto. Quasi a voler mettere pressione a Rossi che... "Siamo pronti al dopo Valentino", è stata la sentenza con cui ha di fatto aperto la procedura di pensionamento (o forse prepensionamento) di Vale.
Procedura, certo, che non prevede date ma che punta soprattutto sulla decisione del pilota visto che "i primi segnali in questa direzione dovrebbero arrivare da parte sua".

Così, se nel mezzo non ci fosse ancora mezzo Mondiale da correre, il braccio di ferro fra Rossi e la Yamaha potrebbe avere conseguenze decisive anche nell’immediato. Il problema è pesantuccio e qualsiasi sarà il modo per arrivare a risolverlo qualcuno finirà per scottarsi le mani. Rischia grosso Valentino che tutto si sarebbe immaginato meno di finire una carriera leggendaria come uno qualsiasi.
Ma rischia grosso anche la Yamaha che dando il benservito in anticipo a Rossi lo farà accusando il peso sulle spalle di non aver più dato a un numero uno come Valentino la moto migliore. Quella giusta. Quella che sono una Leggenda può pretendere e meritare.