Sono tanti i numeri che potrebbero essere snocciolati per parlare di Daniel Maldini, del suo legame sportivo con papà Paolo e nonno Cesare, soprattutto dopo la rete messa a segno contro lo Spezia al debutto in Serie A da titolare. Numeri, ricorrenze, date che, sebbene freddi numeri, fanno da contorno a quella che si può riassumere con un’unica parola: favola. Le favole, di norma, sono componimenti letterari caratterizzati da una morale finale. La morale, in questa storia che vede protagonista Daniel da Milano, è che...

Sono tanti i numeri che potrebbero essere snocciolati per parlare di Daniel Maldini, del suo legame sportivo con papà Paolo e nonno Cesare, soprattutto dopo la rete messa a segno contro lo Spezia al debutto in Serie A da titolare. Numeri, ricorrenze, date che, sebbene freddi numeri, fanno da contorno a quella che si può riassumere con un’unica parola: favola. Le favole, di norma, sono componimenti letterari caratterizzati da una morale finale. La morale, in questa storia che vede protagonista Daniel da Milano, è che sebbene tu abbia un cognome importante e discenda dal miglior terzino sinistro del mondo e da uno dei migliori interpreti del ruolo di difensore, devi guadagnarti tutto, forse anche più degli altri. Devi guadagnarti la fiducia dell’allenatore, il rispetto dei tuoi compagni di squadra e molto altro, come fanno tutti. Ma soprattutto devi toglierti di dosso l’etichetta peggiore, quella del ‘raccomandato’. Perché, inutile negarlo, le male lingue su Daniel Maldini sono state tante e continueranno a portare avanti le loro teorie, nate dalla sua permanenza al Milan nonostante le voci circa un suo possibile prestito a questa o quella squadra nel corso delle ultime due estati. La rete allo Spezia, indirettamente, è stato un colpo anche per le malelingue, per tutti i detrattori del classe 2001 figlio di e nipote di. Critiche spazzate via, perlomeno momentaneamente, con elogi arrivati anche da parte di Stefano Pioli: "Daniel ha talento, tecnica e vede il gioco. Deve fare un po’ di più nella rapidità e nell’intensità nello smarcarsi". Certo, giocare titolare dopo un anno (l’unico precedente data 1 ottobre 2020, preliminare di Europa League contro il Rio Ave) non l’ha di certo aiutato, ma allenarsi al fianco di campioni come Ibrahimovic e Giroud non potrà che agevolarne la crescita. I freddi numeri, dicevamo.

Gol all’esordio da titolare in Serie A, con Daniel che fa meglio di papà e di nonno Cesare; un Maldini tra gli undici di partenza a 4500 giorni dall’ultima volta, quella di Paolo del 31 maggio 2009 a San Siro contro la Fiorentina. E un Maldini in gol a 60 anni e 22 giorni dall’ultimo centro di nonno Cesare (contro il Catania, 17 settembre 1961): "Devo ancora capire bene cosa sia successo" ha tagliato corto Daniel; che non ha capito d’aver scritto, ancora una volta, la storia di questo sport con quelle sette lettere adagiate sulla sua schiena. Proprio come nonno Cesare e papà Paolo. E il Milan gongola: 16 punti nelle prime sei gare li aveva ottenuti nella passata stagione e nel 200304, anno dello Scudetto di Ancelotti. Perché la morale della favola è che Daniel, oggi, è in una squadra che si sente grande.