Vincenzo Iaquinta (Reuters)
Vincenzo Iaquinta (Reuters)

Bologna, 21 dicembre 2015 - In totale erano 239 gli imputati iniziali al processo di 'Ndrangheta, quasi 200 i capi di imputazione contestati nel complesso. Il rinvio a giudizio deciso oggi (al momento si oscilla tra i 145 e i 147 singoli imputati coinvolti), atteso, verrà  discusso dunque a partire dal 23 marzo a Reggio Emilia, una volta terminati i riti speciali a Bologna entro fine febbraio.

Tra gli imputati che andranno a dibattimento ci sono l'ex calciatore campione del mondo Vincenzo Iaquinta e il padre Giuseppe l'ex juventino risponde della violazione di reati di armi, con l'aggravante di aver agito al fine di agevolare l'associazione di tipo mafioso. Al padre Giuseppe, imprenditore, è contestata la partecipazione nell'associazione.

Erano stati in precedenza in 71 a chiedere il rito abbreviato, tra cui Nicolino Grande Aracri, gran parte dei vertici e degli organizzatori, oltre che dei concorrenti esterni come i politici Giuseppe Pagliani e Giovanni Paolo Bernini e la consulente fiscale bolognese Roberta Tattini. I due imputati per cui è stato pronunciato il non luogo a procedere sono invece un livornese di 53 anni, accusato di un essere un prestanome, e una donna russa di 26.