21 mar 2022

Il primo giorno di primavera

leo turrini
Sport

Leo Turrini

Ebbene, ieri la promessa è stata mantenuta. Gli ingegneri capitanati da Mattia Binotto, il Cireneo cui non ho risparmiato critiche feroci, il bersaglio della allegra ironia televisiva di Crozza, hanno confezionato una vettura straordinariamente competitiva. Partendo dal motore, visto che nella top ten alla fine della gara c’erano ben cinque power unit targate Ferrari.

Ma non solo. In una sfida tiratissima, che poteva essere decisa dalla minima incertezza, i meccanici italiani sono stati formidabili. Hanno gestito le soste ai box con tempismo perfetto, riappropriandosi di una etichetta, gli operai più bravi del mondiale, che in un recente passato era stata, penso ingiustamente, persino messa in discussione.

Ma detto tutto questo, preso atto che il trionfo è stato completato dal secondo posto di un solidissimo Sainz pronto ad approfittare della rottura della Red Bull, eh, mi corre l’obbligo di precisare quanto segue.

Era la prima gara.

Fin quando è stata sull’asfalto, la Red Bull non era poi così lontana. E faccio fatica a credere che la Mercedes, davvero modesta al debutto, non sia in grado di trovare in se stessa le risorse per recuperare nell’arco di un campionato lunghissimo, destinato a concludersi quando mancherà poco al Natale.

Intanto, però, oggi è il primo giorno di primavera. È una coincidenza temporale suggestiva. La primavera Ferrari è cominciata con 24 ore di anticipo. Grazie Ferrari, grazie Leclerc, grazie Binotto, grazie Sainz.

E adesso vado a comprarmi un cardiotonico.

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