Lewis Hamilton  (Ansa)
Lewis Hamilton (Ansa)

Roma, 29 marzo 2019 - Basta diete per i piloti di Formula Uno, da Hamilton a Ricciardo, è finita l'ansia della bilancia per rientrare nei canoni di peso della monoposto: 733 chili complessivi, campione al volante compreso. Un buona notizia per chi rischia la vita, e forse lo fa a stomaco vuoto: la soglia totale è salita a quota 743, e a qualche pilota è già venuta l'acquolina in bocca.

Con le nuove regole della Fia la lancetta della bilancia può arrivare a 80 chili per l'atleta, peso che viene separato da quello dell'auto. Ne godranno particolarmente i guidatori più alti, perennemente in sala-peso prima della gara. E non che non serva, avere forza e potenza fisica, per dominare mostri di potenza superiori ai 300 chilometri orari. Quindi i piloti sono dovuti diventare delle specie di superuomini, per far fronte a queste super macchine in continua evoluzione. Supercar che li sottopongono a un carico di forza centrifuga, solo sul collo, del 20-25% in più rispetto a due anni fa. In curva si contano picchi laterali arrivati a 5,75G, cioè quasi 6 volte la forza di gravità, per un carico complessivo di circa 34 kg sulla testa del pilota, con una spinta laterale che può toccare i 400, e si rinnova a ogni curva veloce. 

In tutto ciò il pilota ha obbligo di mantenere la testa eretta, e non di curvare subendo verso l'esterno la forza centrifuga: pena la perdita della traiettoria perfetta e uno-due centesimi di secondo, che accumulate nell'arco di un giro, possono tradursi in uno-due decimi. I piloti si addestrano in palestra per ragiungere una iper - muscolazione di braccia e collo per far fronte a tali sforzi. Come per le gambe, che in frenata sostengono spinte fino a 200 chili.

Il problema non ci sarebbe se fossero rugbisti, ma un atleta di 65 chili per affrontare tutto ciò deve fare sforzi impressionanti. I piloti quindi, come i pugili o i lottatori, sono costretti a rientrare nel peso della categoria, ma senza perdere forza.

L'italo-australiano Daniel Ricciardo non nasconde la felicità alla notizia: "Potremo tutti apprezzare un po' di più il cibo. Non mi lamento, ma molti di noi tendevano a morire di fame nei weekend di gara. E anche in allenamento non potevamo darci davvero dentro con la potenza perchè saremmo aumentati troppo di peso. Adesso, allenarci più forte, e mangiar di più. Non significa che ci ingozzeremo di birra, ma che potremo diventare più forti". 

Ricciardo non era solo, come lui anche altri, da Max Verstappen a Nico Hulkenberg, da Romain Grosjean al cinque volte campione del mondo, Hamilton, avevano l'incubo della bilancia. 

Sorride Hamilton, che è già ingrassato di cinque chili, dimenticando la ferrea dieta vegetariana: "Il mio peso ideale era leggermente superiore a quello che avevo in gara e ogni anno, soprattutto i piloti più alti, dovevano sopportare una pressione superiore per diventare più magri, a discapito della salute. E' positivo che la regola sia cambiata, cosicché posso mangiare meglio e diventare più pesante e più forte. Mantenendo le mie caratteristiche di reattività".

Strafelice pure Nico Hulkenberg, nel Circus di oggi il più penalizzato: 'The Hulk' della Renault è alto 1,84 metri e pesa 78 chili.