di Gianmario Bonzi Furore Italia, padrona della velocità. Sofia Goggia guida idealmente le frecce tricolori, che ieri hanno scritto un altro pezzo di storia sulla neve di Crans Montana. I numeri da ricordare sono 100 e 4. La bergamasca, ancor più determinata e precisa rispetto a sabato, ha infatti conquistato la centesima vittoria femminile in Coppa del Mondo, portando poi a quattro la striscia (aperta) di successi nel circuito maggiore. Mai accaduto prima. FavoloSofia, sicura e convinta, su una pista dopo l’altra, matura, velocissima, ormai quasi certa di (ri)vincere sempre. Aspettavamo da tempo una stagione così, da 6-7 successi, sta arrivando adesso. Goggia trascina dietro di sé una...

di Gianmario Bonzi

Furore Italia, padrona della velocità. Sofia Goggia guida idealmente le frecce tricolori, che ieri hanno scritto un altro pezzo di storia sulla neve di Crans Montana. I numeri da ricordare sono 100 e 4. La bergamasca, ancor più determinata e precisa rispetto a sabato, ha infatti conquistato la centesima vittoria femminile in Coppa del Mondo, portando poi a quattro la striscia (aperta) di successi nel circuito maggiore. Mai accaduto prima. FavoloSofia, sicura e convinta, su una pista dopo l’altra, matura, velocissima, ormai quasi certa di (ri)vincere sempre. Aspettavamo da tempo una stagione così, da 6-7 successi, sta arrivando adesso. Goggia trascina dietro di sé una compagine fenomenale, senza ombra di dubbio la più forte della storia, almeno in Coppa. Poi, certo, le medaglie della premiata ditta Compagnoni-Kostner tra Mondiali e Olimpiadi (sette, con sei ori, per la prima; cinque, con due ori, per la seconda) resteranno una chimera per tutte, crediamo. Ma l’aspetto positivo della giornata di ieri a Crans Montana riguarda l’elecletticità, sorta di inno al movimento rosa: Sofia Goggia, prima, è classe ‘92, Elena Curtoni, magnificamente terza come già 4 anni fa su questa pista (ma in superG) è del 1991, la trentina Laura Pirovano (4ª e mai così avanti in carriera) è nata nel 1997, come Nadia Delago, decima sabato e 13ª ieri, ai suoi migliori risultati nel circuito. In mezzo, ecco Federica Brignone, nona, classe 1990. Come dire: la squadra domina nel presente e sogna un futuro ancora più bello, ricordando che oggi nel superG (ore 12, diretta Rai Sport ed Eurosport) tornerà Marta Bassino (ieri a riposo), classe ‘96, come Nicol Delago, infortunata e già tre volte sul podio in carriera. Avendo le atlete che vincono, e non poco, leggi Goggia, Bassino, Curtoni e Brignone (all’appello manca solo lei, quest’anno), la FISI può lavorare con calma per i prossimi decenni attingendo da un serbatoio comunque ricco e senza mettere troppa pressione alle giovani. Meglio di così.... Goggia: "E’ una vittoria di lucidità ed esperienza. Sono alla ricerca della solidità e penso che la maturità di un’atleta stia anche nella capacità di mantenere alta la concentrazione. Ci sto riuscendo, in discesa. E sono contenta di condividere il podio con Elena Curtoni, perché era il mio incubo quando eravamo piccoline. Vinceva sempre. E’ un anno fantastico, siamo una squadra super, che è composta da tante individualità forti: permettono di alzare l’asticella ogni volta".Curtoni: "Finalmente sono riuscita a mettere insieme tutta la pista, ho attaccato ed è andata bene. Mi godo il podio e poi la testa andrà subito al superG. La differenza la fa molto il fisico, io sto bene e quello è fondamentale". Pirovano: "Sono contentissima e nel mio cuore resto comunque gigantista: i risultati stanno arrivando dalle discipline veloci, ma non mollerò certo le porte larghe".Oggi tris azzurro sulla Mont Lachaux?

Nel momento d’oro della neve azzurra, Michela Moioli comincia alla grande la Coppa del mondo di snowboardcross femminile. La venticinquenne bergamasca ha vinto la tappa d’apertura sulla pista di Valmalenco in una giornata che finalmente le ha permesso di sbloccarsi dopo tutti i rinvii del calendario. Le soddisfazioni azzurre non sono finite qui: Lorenzo Sommariva ha colto un prezioso terzo posto nella gara maschile. Il ventottenne di origine genovese, ma valdostano d’adozione, ha colto il terzo podio in carriera alle spalle della sorpresa olandese Glenn De Blois e del canadese Eliot Grondin.