Clarence Seedorf (Ansa)
Clarence Seedorf (Ansa)

Milano, 9 ottobre 2020 - "Il lavoro svolto al Milan è stato incredibile". Clarence Seedorf ha parlato ai colleghi di Goal.com, tornando indietro al 2014 e ai suoi mesi da mister rossonero. "Mi sentivo pronto ad allenare e anche i risultati lo hanno dimostrato", ha affermato con convinzione l'olandese. Questione di statistiche, secondo Seedorf: "Ho avuto la media punti più alta rispetto agli ultimi allenatori del Milan e giocavamo in una maniera che rispecchiava il DNA del club. La squadra era quasi in zona retrocessione e io l'ho portata a lottare per una posizione europea. Però la proprietà voleva vendere e l'ambiente era turbolento".

Clarence si è tolto qualche sassolino dalla scarpa, spiegando le motivazioni del suo addio al Diavolo: "Il club era in una situazione difficile, dopo di me hanno cambiato tre allenatori in due anni, speso cento milioni ma nessuno ha fatto meglio di me. Mi dispiace per i tifosi, che questa situazione la soffrono tantissimo".

Una frecciata Seedorf la lancia anche contro il razzismo, ancora profondamente radicato nella società europea: "Prendete il mio esempio: ho fatto 35 punti in 19 partite e sono stato esonerato, mentre in miei successori hanno fatto peggio e sono rimasti per tutta la stagione. A quel punto mi chiedo quale sia il parametro di valutazione, i criteri. Se poi ragioniamo in ampia scala, ci sono pochissime persone di colore che occupano posizioni rilevanti nel calcio in Europa. Saranno meno dell'1% e questo non va bene, rispecchia la mentalità che è presente nella società".