Lunedì 15 Luglio 2024
GABRIELE SINI
Calcio

Brighton, De Zerbi: "Colpo di fulmine con la Premier League. L'obiettivo è l'Europa"

L'allenatore dei Seagulls a ruota libera sulla sua avventura in Inghilterra: "C'è organizzazione, passione e spensieratezza"

Roberto De Zerbi (Ansa)

Roberto De Zerbi (Ansa)

Brighton, 25 marzo 2023 - Dalla scelta di vita in Ucraina, interrotta bruscamente e in maniera tragica per l'avvento della guerra, alla nuova linfa acquisita in Inghilterra. Quella di Roberto De Zerbi è la storia di un allenatore che di banale ha poco e niente, illuminato dai suoi dogmi calcistici ferrei e, allo stesso tempo, flessibili al punto giusto per adattarsi a contesti differenti e multiformi. Il tecnico del Brighton ha rilasciato una lunga e interessante intervista alla Gazzetta dello Sport, nella quale ha esaminato e sviscerato gli ultimi mesi della sua vita, sei dei quali trascorsi in Gran Bretagna.

Il dramma vissuto in Ucraina

Il trasferimento a Donetsk, la scelta di guidare uno Shakhtar pieno di giovani talentuosi e pronto a spiccare il volo, sia in campo nazionale che internazionale. Per Roberto De Zerbi, quella ucraina era stata una decisione importante da prendere in quel preciso momento della sua carriera: un'avventura all'estero, in un ambiente completamente differente da quello italiano, dove le sue qualità di allenatore sarebbero state importantissime per crescere al meglio una generazione di talenti. "Il progetto a cui stavo lavorando era davvero grande. Lo Shakhtar Donetsk era una squadra piena di talenti e gioventù, la mia squadra dei miei sogni senza dubbio. Tutto quanto è stato spazzato via dalle bombe di una guerra che ha provocato stupore, smarrimento e disagio". Una guerra, ha raccontato De Zerbi, che ha colpito una generazione non abituata ai conflitti: "Una realtà così cruda l'avevamo sentita raccontata solamente dai racconti dei nonni, mentre io me la sono ritrovata davanti. Sono sprofondato in un incubo". La situazione, apparsa delicata fin dalle prime battute, era stata inizialmente ridimensionata dallo Shakhtar stesso, che aveva rassicurato sia i suoi calciatori che lo staff, compreso De Zerbi: "Ci dissero che si trattava solo di un braccio di ferro, che stavano solo mostrando i muscoli e non sarebbe accaduto nulla. Io seguivo i notiziari italiani e la prospettiva era diversa. Poi iniziarono a girare le immagini dei carri armati russi alle frontiere e lì ho temuto. Ci fu il discorso di Putin, violento, contro l'Ucraina, per cui capii che la guerra sarebbe scoppiata presto. Lasciai casa alle sei del pomeriggio e con lo staff mi trasferii in un albergo, fino a quando siamo riusciti ad abbandonare il Paese".

 

L'inizio della nuova vita al Brighton

Una volta sfuggito alla devastazione in corso in Ucraina, De Zerbi si è ritrovato ad un bivio: "Inizialmente volevo aspettare che terminasse il conflitto, sperando che accadesse presto, e che il calcio riprendesse. Ad aprile ricevetti qualche messaggio per allenare diverse squadre, ma non me la sentivo: ero scarico. In estate, invece, decisi di voler ricominciare e mi cercò il Brighton". Da quel momento, ha avuto inizio un percorso che finora sta dando tante soddisfazioni al tecnico italiano: "La squadra era concettualmente lontana dalle mie idee, ma mi piaceva. L'impianto di gioco, instaurato da Graham Potter, era ottimo. Piano piano ho cercato di inserire le mie idee di calcio e la cosa sta funzionando, perché il gruppo è molto disponibile. La squadra è composta da un nucleo storico, con Dunk che è il capitano, Lallana, Welbeck, Gross e March; poi ci sono tanti talenti: Caicedo, MacAllister, Mitoma e Ferguson. In porta mi fido di Steele, che è più adatto al mio calcio rispetto a Sanchez, anche se mi spiace per quest'ultimo".

 

 

Il passato da giocatore e il rapporto con la Premier League

A dispetto dell'ottima carriera da allenatore, che ha finora portato avanti con successo, Roberto De Zerbi ha avuto molta meno fortuna come calciatore. "Per reggere l'impatto con la Premier League ho sfruttato le mie esperienze, come l'Ucraina e il mio passato da giocatore inespresso. Credo di essere stato davvero baciato dalla fortuna, perché il mondo del calcio mi ha dato un'altra possibilità. Quando giocavo feci alcuni errori personali e patii l'applicazione troppo rigida del 4-4-2, che ha sacrificato i calciatori simili a me". Quello con la Premier League è stato un amore sbocciato all'improvviso, appena De Zerbi è sbarcato Oltremanica: "Inizialmente non ero onestamente attratto dal calcio inglese. Consideravo episodi isolati squadre come l'Arsenal di Arsene Wenger e il Manchester City di Pep Guardiola. Poi, invece, sono arrivato qui in prima persona ed è stato un colpo di fulmine per me. C'è organizzazione, passione, spensieratezza: e non significa che il lavoro si affronti con poca cura o concentrazione, bensì si traduce in un lavorare con la testa giusta",

 

 

I complimenti di Guardiola e gli obiettivi stagionali

Il Brighton occupa, al momento, la settima posizione in classifica in Premier League. Il distacco dalla zona europea è di soli cinque punti, precisamente dal Newcastle, che ha disputato una partita in più. Questi risultati e il gioco messo in vetrina dai Seagulls hanno attirato l'attenzione di un altro manager che allena in Inghilterra: Pep Guardiola. "Guardiola mi ha fatto i complimenti e le sue parole mi spronano a dare ancora di più. Io coltivo ambizione, che non va confusa con l'arroganza. Il mio è il desiderio di realizzare sogni e obiettivi importanti con le mie idee. Voglio portare il Brighton in Europa, non importa in quale delle tre competizioni, mi basta arrivare a disputare partite internazionali". De Zerbi ha poi parlato di quanto fatto finora più nello specifico, parlando della sua esperienza più particolare degli ultimi mesi e del percorso in FA Cup: "Ricordo bene la partita di Leeds. All'Elland Road si respira ancora l'aria di Marcelo Bielsa, un uomo straordinario con il quale ho avuto la fortuna di trascorrere una settimana. FA Cup? Siamo arrivati in semifinale, ma non si tratta di un punto di arrivo per noi. È una tappa cruciale per allargare i nostri orizzonti, anche se sfideremo il Manchester United nella cornice di Wembley". Finora, infatti, il Brighton ha vinto tutte e quattro le partite ad eliminazione diretta disputate nella coppa nazionale. Le rivali finite al tappeto sono state, rispettivamente, il Middlesbrough, il Liverpool, lo Stoke City e il Grimsby Town. Leggi anche: Bayern Monaco, via Nagelsmann: tocca a Tuchel