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MATTEO AIROLDI
Basket

Eurolega, a Tel Aviv svanisce il sogno playoff di Milano. Virtus ko a Istanbul

I biancorossi sono stati battuti 85-66 in casa del Maccabi, mentre Bologna ha perso 86-67 nella tana dell'Efes Istanbul

Shabazz Napier in azione contro Jarell Martin
Shabazz Napier in azione contro Jarell Martin

Roma, 31 marzo 2023 – Nel trentaduesimo e terzultimo appuntamento della regular season di Eurolega, il Maccabi Tel Aviv e l’Efes Istanbul si sono rivelati avversari indigesti per EA7 Armani Milano e Virtus Segafredo Bologna, che, così come accaduto pochi giorni fa a sfide invertite, hanno rimediato due ko. Alla Menora Mivtachim Arena di Tel Aviv è arrivata la sconfitta per 85-66 dell’Olimpia Milano, la quale ha detto addio alle ultime speranze di agganciare il treno playoff. I biancorossi sono stati costretti ad inseguire per tutta la partita il Maccabi, finendo anche a -17 prima di avere un ruggito d’orgoglio che li ha riportati a sette lunghezze dagli avversari. Nel finale, però, è arrivata la nuova e decisiva spallata dei gialloblu, trascinati questa sera dalle prestazioni di grande spessore di Lorenzo Brown (17 punti e 8 assist) e di Roman Sorokin (miglior realizzatore della gara con 18 punti). A Milano, che ritrovava oggi Kevin Pangos, non sono invece bastati i 15 punti di Shabazz Napier e i 14 di Shavon Shields. Dopo un avvio equilibrato, il Maccabi ha alzato i ritmi e, con un 8-0, ha staccato i biancorossi. Grazie a un Sorokin ben imbeccato e a ottime percentuali in area (11/14 da due nei primi 10’), gli uomini di coach Kattash hanno quindi continuato a macinare gioco e punti, chiudendo a +8 un primo quarto da ben 29 punti segnati (29-21). L’Olimpia, nelle prime battute della seconda frazione, ha tentato il riaggancio facendosi aiutare da un ispirato Thomas, ma il Maccabi ha tenuto dritta la barra del timone e, grazie a un’eccellente fluidità di gioco, ha via via incrementato il proprio vantaggio rientrando negli spogliatoi sul 53-36. Al ritorno sul parquet qualcosa è cambiato, ed è iniziata la risalita dell’EA7 che, facendo ricorso alla difesa a zona, canestro dopo canestro ha eroso il vantaggio dei gialloblu, portandosi a -6 con le stilettate di Napier (60-54). Ai biancorossi è però mancata la forza di piazzare l’ultimo guizzo dell’aggancio e, nel quarto quarto, il Maccabi ha preso in maniera definitiva il largo.

L’Efes manda al tappeto una Virtus rimaneggiata

Non è andata meglio alla Virtus Segafredo Bologna, battuta 86-67 in casa dell’Efes Istanbul campione d’Europa in carica. A dare un contributo fondamentale alla causa dei turchi – che con questi due punti provano a tenere accesa la pur flebile fiammella della speranza playoff – ci hanno pensato un sontuoso Ante Zizic (25 punti e 6 rimbalzi) ed Elijah Bryant, il quale ha chiuso con una doppia doppia (13 punti e 11 rimbalzi). In regia sono stati invece decisamente importanti gli 11 assist distribuiti ai compagni da Vasilije Micic. Alla Virtus – che si presentava in terra turca fortemente rimaneggiata (assenti Pajola, Teodosic, Cordinier e Jauteh, messo ko da un attacco influenzale) – va comunque concesso un plauso finale per aver cercato di non mollare la presa sul match, contrariamente a quanto successo pochi giorni fa in casa del Maccabi: sul fronte bianconero ci sono da segnalare le prove più che positive di Nico Mannion (17 punti), Semi Ojeleye (13 punti e 7 rimbalzi) e Marco Belinelli, autore di 10 punti nonostante le condizioni fisiche precarie (alla vigilia sembrava addirittura che non dovesse partire per Istanbul). L’intensità è stata alta sin da un primo quarto molto equilibrato, in cui però entrambe le squadre hanno faticato a trovare il bersaglio dalla lunga distanza (1/12 da tre per l’Efes e 1/6 per la Virtus). Nei secondi 10’ è arrivato il primo cambio di passo dei padroni di casa, che hanno stretto le maglie difensive e in attacco si sono appoggiati a Zizic. Grazie a un parziale di 23-14 piazzato nel frangente, i turchi hanno potuto prendere in mano le redini del match e hanno via via alzato l’asticella del vantaggio fino al +26 (76-50). Nonostante le evidenti difficoltà, però, la Virtus ha avuto la forza e l’orgoglio di rendere nel finale il passivo meno amaro con i guizzi di Mannion e Belinelli.