L'esultanza della Virtus a fine gara (foto Ciamillo)
L'esultanza della Virtus a fine gara (foto Ciamillo)

Bologna, 7 novembre 2019 – In attesa di vedere se l’Olimpia Milano riuscirà a centrare la sesta vittoria consecutiva in Eurolega, prosegue in maniera piuttosto positiva la settimana delle squadre italiane impegnate nelle coppe europee di pallacanestro: in FIBA Champions League, dopo il successo di Sassari è arrivato anche quello della Happy Casa Brindisi che, spinta da un Luca Campogrande chirurgico dalla lunga (16 punti con 4/4 nel tiro da tre), ha sconfitto il Besiktas 84-72. Dopo aver chiuso soltanto a +6 (41-36) un primo tempo di fatto dominato (i salentini hanno toccato anche il +15 sul 36-21), la Happy Casa ha accelerato aumentando via via il proprio vantaggio fino a raggiungere il +19 all’alba del quarto quarto, al culmine di un 8-0 firmato da Stone, Martin, Thompson e Campogrande. A quel punto ai biancoblu è bastato gestire il tesoretto di scarto per condurre in porto la vittoria.

Decisamente più sofferta in Eurocup la vittoria della Virtus Segafredo Bologna che, come accaduto una settimana fa, ha dovuto attendere i secondi finali per poter piegare Ulm 92-91. Arrivati sotto alle “Due Torri” senza la stella Dragic, sono comunque riusciti a partire con il piede giusto grazie agli ottimi contributi di Jerrett Grant (20 punti), Killian Hayes (13 punti e 6 assist per il classe 2001) e Andreas Obst, e hanno a lungo dettato l’andatura scollinando più volte la doppia cifra di vantaggio. A metà del quarto quarto però la Virtus ha cambiato passo grazie ai canestri di Kyle Weems (16 punti) e Stefan Markovic (14 punti e 9 assist) e ha poi piazzato la zampata del definitivo sorpasso con i liberi finali di Milos Teodosic. Non è andata invece bene alla Germani Brescia sconfitta con un netto 77-63 dai russi dell’Unics Kazan, trascinati al successo da Jamar Smith (19 punti) ed Erick McCollum (20 punti). La sgasata decisiva è arrivata nei 10’ conclusivi quando Brescia ha perso contatto ed è finita oltre la doppia cifra di svantaggio non riuscendo più a rialzare la testa.