Lunedì 15 Luglio 2024

Golf, Koepka vince il PGA Championship

Dopo aver sfiorato il successo al Masters io campione statunitense ha fatto suo il secondo appuntamento Slam della stagione del golf. Scheffler torna numero uno al mondo.

Brooks Koepka

Brooks Koepka

Il trionfo di Brooks Koepka, il ritorno al vertice mondiale di Scottie Scheffler e l’alto livello tecnico e agonistico hanno caratterizzato il PGA Championship, secondo Major stagionale disputato all’Oak Hill Country Club (East Course, par 70) di Rochester nello stato di New York (USA). Lo statunitense, con 271 (72 66 66 67, -9), ha lasciato a due colpi il connazionale Scottie Scheffler e il norvegese Viktor Hovland, secondi con 273 (-7), a sei Bryson DeChambeau, Kurt Kitayama e l’australiano Cam Davis, quarti con 277 (-3), e a sette il nordirlandese Rory McIlroy e l’austriaco Sepp Straka, settimi con 278 (-2). E’ uscito al taglio Francesco Molinari, 88° con 147 (74 73, +7).

Koepka si è imposto per la terza volta (dopo le edizioni del 2018 e del 2019) in questo Major affiancando nella graduatoria dei plurivincitori il suo nome a grandissimi campioni quali Sam Snead e Gene Sarazen, preceduti solo da Jack Nicklaus e da Walter Hagen con cinque titoli e da Tiger Woods con quattro. E’ stato anche il primo successo dei giocatori della Superlega Araba in un Major, che lo avevano sfiorato già nel The Masters con la seconda posizione dello stesso Koepka.

Il vincitore, 33enne di West Palm Beach (Florida), vanta nove successi sul PGA Tour, comprensivi di cinque major (due US Open), due sulla LIV Golf (primo a fare la doppietta), uno sul DP World Tour (al netto di Major e WGC), due sul Japan Tour e quattro sul Challenge Tour, dove ha iniziato la carriera (uno in Italia nel Montecchia Open, 2013). E’ partito per il round conclusivo con un colpo di margine su Hovland e sul canadese Corey Conners (poi 12° con 280, par) e con tre birdie ha dato un segnale forte agli avversari, costretti alla rincorsa anche se la sua andatura non è stata molto lineare fino al 67 (-3) vincente, frutto di sette birdie e di quattro bogey.

Oltre alle tre vittorie, nel PGA Championship ha ottenuto anche tre piazzamenti tra i top five e per la quarta volta su cinque ha tradotto in successo la leadership dopo 54 buche in un Major. Per il titolo ha ricevuto un assegno di 3.150.000 dollari su un montepremi di 17.500.000 dollari ed è salito dal 44° al 13° posto nel World Ranking, destinato a scendere perché le gare della LIV Golf non sono riconosciute per la graduatoria.

Scottie Scheffler ha messo a rischio il trono mondiale scivolando dal primo al quinto posto nel terzo round, ma nel finale ha recuperato con un 65 (-5, sei birdie, un bogey), miglior score di giornata e del torneo segnato anche da Kitayama, Davis, Straka e dall’australiano Cameron Smith. E’ la quarta volta che torna numero uno dal 27 marzo 2022 per un totale di 36 settimane.

Ha approfittato anche del flop dello spagnolo Jon Rahm, ex numero uno, 50° con 287 (+7), ma non è andata bene secondo le loro aspettative neanche a Jordan Spieth, 29° con 285 (+5), che ha dovuto rinunciare ancora al sogno di completare il Grand Slam con l’unico Major assente nel suo palmarès, a Dustin Johnson, 55° con 289 (+9), e a Justin Thomas, campione uscente, 65° con 292 (+12). Sicuramente meglio Patrick Cantlay, nono con 279 (-1), e Xander Schauffele, 18° con 282 (+2), ma anche per loro non c’è stata molta soddisfazione.

“Hole in one” di Michael Block – Giorno di gloria per Michael Block, 15° con 281 (+1), miglior piazzamento fatto registrare da un professionista PGA dal 1986 e che si è guadagnato un posto nel field del 2024. Grazie anche a una “hole in one” siglata alla buca 15, par 3 di 151 yards, utilizzando un ferro 7. E’ la 29ª “buca in uno” nella storia del torneo. Sicuramente contenti pure l’australiano Min Woo Lee (18° con 282, +2) e il neozelandese Ryan Fox (23° con 283, +3) che hanno ricevuto una Special Temporary Membership sul PGA Tour.