Salvatore Commesso (Ansa)
Salvatore Commesso (Ansa)

Bologna, 26 agosto 2020 - Un grande passato da corridore e un presente roseo da direttore sportivo del Team Palazzago: la costante della vita di Salvatore Commesso si chiama bicicletta, attrezzo col quale prima da dilettante e poi da professionista si è tolto numerose soddisfazioni. Spiccano i due successi al campionato italiano, le due tappe vinte al Tour de France e le due al Giro del Portogallo, impreziosite dalla leadership della classifica a punti. L'impressione è che il talento di Commesso vada ben oltre i numeri e il palmares, che non esprimono appieno le qualità tecniche e caratteriali del corridore nato a Torre del Greco ma trapiantato a Gorlago, in provincia di Bergamo. Il trait d'union con la Campania oggi è rappresentato da Gerardo Sessa, punta di diamante del Team Palazzago che sarà impegnato nel Giro d'Italia Under-23 a partire da sabato 29 agosto.

Contemporaneamente da Nizza prenderà il via il Tour de France: le speranze azzurre sono riposte in Fabio Aru, ancora nel cuore dei tifosi e di Commesso nonostante anni bui a causa di tanti problemi fisici. "La verità è che da giovane ci ha abituato fin troppo bene vincendo tantissimo, ma penso possa fare bene alla Grande Boucle: più in qualche tappa di montagna che in ottica classifica generale". Idee chiare quelle di Commesso, proiettato già al Giro d'Italia con un occhio di riguardo ai protagonisti nostrani più attesi. "Vincenzo Nibali può centrare il podio, ma anche il suo compagno di squadra Giulio Ciccone ha tutte le carte in regola per fare bene". Discorso leggermente diverso per Davide Formolo. "Ha una grave lacuna rappresentata dalle cronometro: questa carenza può precludergli un futuro importante nei Grandi Giri per quanto riguarda la lotta per le posizioni di vertice".

A proposito di Grandi Giri: sabato 29 agosto, in barba alla scaletta tradizionale, ad aprire la stagione delle corse da tre settimane sarà il Tour de France, competizione che rievoca dolci ricordi a Commesso. "Ho vinto due tappe alla Grande Boucle ed entrambe sono ricordi splendidi per me: soprattutto il successo ottenuto con la maglia tricolore sulle spalle". Orgoglio e patriottismo sono infatti tratti distintivi del corridore natio di Torre del Greco che, complice il rimescolamento del calendario a causa dell'emergenza sanitaria, si lancia in una riflessione condivisibile a tutto tondo. "L'Italia, al netto di una situazione senza precedenti che ha richiesto sforzi extra in ogni settore, non è stata tutelata dall'UCI. Ci saranno tante gare sovrapposte, ma la buona notizia è che le squadre ormai sono tutte composte da 28 corridori: in questo modo - continua Commesso - sarà possibile disputare contemporaneamente i Grandi Giri e le Classiche".

Infine una riflessione su una triste costante di questo agosto che ha segnato il ritorno del ciclismo dopo il lockdown: gli incidenti gravi, come quelli che hanno chiuso anzitempo la stagione degli astri nascenti Fabio Jakobsen e Remco Evenepoel. Al riguardo il pensiero dell'ex due volte campione nazionale è chiaro, con tanto di appello a un pubblico non sempre impeccabile. "C'è una certa esasperazione in questo sport in ogni senso, ma il rischio fa parte di tutti i mestieri e specialmente del nostro. Indubbiamente negli ultimi anni sono stati fatti tanti passi avanti per tutelare gli atleti, ma il pericolo è sempre dietro l'angolo e può arrivare da qualsiasi fonte: anche dagli spettatori quando purtroppo si lasciano andare a comportamenti a dir poco incauti".