Lucio Dalla
Lucio Dalla

Bologna, 4 gennaio 2015 - Era la dimensione naturale, per Lucio Dalla (foto), la sperimentazione. Passare con disinvoltura dal jazz alla canzone d’autore, dall’opera agli incontri fuori dagli schemi (come quando eseguì una versione in chiave di pizzica del suo classico Disperato Erotico Stomp sul palco della Notte della Taranta). Per questo la maniera migliore per celebrare la sua arte, per trasmettere la bellezza delle sue canzoni al pubblico più giovane è quella scelta dalla Fondazione che prende il suo nome e che è in fase di sviluppo proprio in questi giorni.

E’ infatti in lavorazione un disco molto particolare, che viene registrato negli studi milanesi di Franco Godi, uno dei più celebri autori italiani di jingle per la pubblicità (erano i tempi di Carosello), oltre a essere uno dei produttori che hanno portato l’hip hop ai vertici delle classifiche grazie soprattutto alla sua collaborazione con gli Articolo 31 di J-Ax, uno dei primi gruppi del genere a conquistare il grande pubblico. E proprio intorno al linguaggio del rap, musica afro americana per eccellenza che ha trovato, specie negli ultimi anni in Italia un mercato vastissimo, fatto soprattutto di adolescenti (e di bambini) gravita l’album in fase di registrazione.

Si tratta infatti di un tributo al repertorio di Lucio Dalla reinterpretato dai protagonisti più famosi dell’ ondata del rap italiano, che, con la direzione di Godi, hanno realizzato una versione hip hop dei classici del cantautore. Storie di vita quotidiane che appaiono perfette trasformate in rime e ritmi che questa nuova generazione di artisti utilizza sempre con sorprendente disinvoltura poetica, trasformando spesso le canzoni originali, mescolandole a volte con altre composizioni, in un viaggio continuo tra il passato e il presente che restituisce la straordinaria attualità delle opere del cantautore bolognese.E all’invito fatto da Franco Godi hanno risposto con entusiasmo in tanti. Lo studio del produttore è così diventato, in questi giorni, un affollatissimo laboratorio creativo dal quale sono passati tutti i nomi più rappresentativi del rap italiano.

A ognuno è stata affidata una canzone di Dalla da reinterpretare in assoluta libertà, senza alcuna necessità di rispettare la struttura originale ma, anzi, stimolando proprio l’incontro tra generi, la fusione di diversità culturali. Così, per fare un esempio, il giovane Rocco Hunt, vincitore della scorsa edizione di Sanremo giovani e vera rivelazione musicale dello scorso anno, si è cimentato in una particolarissima ‘hip hop version’, del capolavoro di Dalla, Piazza Grande. Il rapper campano ha realizzato quello che viene definito un mash up mettendo nella canzone una serie di riferimenti a ‘Ciampa di cavallo’, il quartiere di Salerno dove è nato e dove la scorsa estate è tornato, come aveva promesso ai fan, per appendere il disco d’oro appena conquistato. Davvero lunga la lista dei cantanti hip hop sino ad adesso confermati. Ci sono anche Ensi, Clementino, Mondo Marcio, Rage, Two Fingerz, Ghemon e Emis Killa.

Sono tutti artisti che hanno dominato il mercato negli ultimi mesi e che, prima di adesso, non avevano mai trovato una occasione così importante per incontrarsi e testimoniare che anche in Italia il rap ha trovato una strada originale.Tantissimi anche i produttori coinvolti da Godi, ad iniziare da Don Joe dei Club Dogo, considerato uno dei più bravi creatori di ritmi elettronici che fanno da contrappunto al dilagare delle rime dei protagonisti di questo tributo. Che hanno dimostrato che la canzone d’autore di Lucio Dalla è un bene prezioso indifferente al trascorrere del tempo e al susseguirsi delle mode. Il rap ritrova così, in questo disco, lo spirito originale di forma di narrazione ‘popolare’ ma la tempo stesso estremamente sofisticata. A Dalla tutto questo sarebbe sicuramente piaciuto.