Chieti, 27 novembre 2018 - Chi può dimenticare quelle immagini? I quattro bambini che escono, uno dopo l’altro, da quel buco scavato nella valanga dell'hotel Rigopiano, la strada stretta della salvezza, attraverso una montagna di neve ghiaccio macerie. I piccoli storditi, subito coccolati dai soccorritori, vigili del fuoco e uomini del soccorso alpino. Gianfilippo Parete con la mamma Adriana. Poi la sorella Ludovica, Edoardo Di Carlo. Ed ecco l'ultimo, Samuel di Michelangelo, che allora aveva 7 anni, protetto da una coperta termica e portato via. L’Italia intera si era commossa per quei piccini e quel bimbo, orfano dei genitori, il poliziotto Domenico e la moglie Marina Serraiocco che da quella vacanza sul Gran Sasso non sono mai tornati, come altre 27 persone. Il Comune di Osimo - la città marchigiana dove viveva la famiglia - aveva fatto partire una raccolta fondi. Erano stati raccolti 130mila euro. Rimasti bloccati fino ad oggi. Quando quei soldi "sono transitati sul conto corrente pupillare con vincolo del Giudice tutelare ed intestato al minore”, fa sapere da Chieti Alessandro Di Michelangelo, zio di Samuel e suo tutore legale, poliziotto come il fratello Dino. Guarda avanti, al futuro del nipotino, ringraziando “tutti i benefattori d’Italia“. Sa bene che “la solidarietà  non potrà mai sostituirsi a ciò a cui al bimbo è stato tolto, ma servirà sicuramente a rendergli meno difficoltoso il cammino”.