Fabio Rinaldo ha tatuato sul braccio il ritratto della figlioletta Giulia
Fabio Rinaldo ha tatuato sul braccio il ritratto della figlioletta Giulia

Roma, 5 maggio 2019 - Ha lanciato un appello al cuore di Facebook: “Ho perso la medaglietta di mia figlia Giulia, la indossavo da quando è diventata un angelo. Prego chiunque l’abbia trovata di contattarmi e di condividere il post il più possibile, grazie infinite”. Fabio Rinaldo, romano, papà di una bimba di 9 anni morta a Pescara del Tronto (Ascoli) nel terremoto del 24 agosto 2016, ha commosso ancora una volta l’Italia. Per lui quel ciondolo ha un valore affettivo inestimabile. L’aveva come sempre al collo anche ieri, nel suo giro tra Amatrice – il capitano Ultimo, che ha preso a cuore il destino dei terremotati, parlava ai ragazzi  delle scuole –, Terme di Cotilia e Riano. “Sono un orafo, se non trovi la medaglietta anche se non è la stessa cosa te ne rifaccio una io gratuitamente, basta che mi fai avere la foto”, uno dei tanti messaggi che gli sono arrivati.

La medaglietta con il volto di Giulia

La storia di Fabio, della moglie Michela Sirianni Massaro e delle loro figliolette è entrata nel cuore degli italiani. Dormivano tutti nella casa di vacanza dei nonni a Pescara del Tronto la notte della devastazione. Mamma e papà si sono salvati; scampata anche la più piccola di casa, Giorgia, che oggi ha sette anni, estratta viva dalle macerie dopo 17 ore. Nulla da fare invece per Giulia. I genitori hanno intitolato a lei una onlus che da un anno e mezzo fa un lavoro instancabile: donazioni agli ospedali e alle scuole, aiuti per chi è in difficoltà, non solo terremotati. Un modo anche per tenere alta l'attenzione sui paesi del sisma, provando a bucare il muro dell’indifferenza. “Quella medaglietta era la prima cosa che toccavo al mattino appena sveglio - confida il papà di Giulia -. Per me è preziosissima. Ho smontato la macchina per cercarla, niente da fare. Spero davvero che qualcuno riesca a ritrovarla“.

Fabio e Michela avevano già suscitato una grande ondata di emozioni e indignazione quando l'Asl di Roma aveva scritto alla famiglia per consigliare il vaccino di Giulia (leggi qui l'articolo).