Lunedì 27 Maggio 2024

Rifiuti, cresce l’economia circolare. Più consapevolezza tra i cittadini

Raccolta differenziata fondamentale per raggiungere l’obiettivo, anche le imprese investono sulla sostenibilità

Rifiuti, cresce l’economia circolare. Più consapevolezza tra i cittadini

Rifiuti, cresce l’economia circolare. Più consapevolezza tra i cittadini

Nel 2020, il tasso di riciclaggio dei rifiuti urbani conta il 51,4% e l’obiettivo Ue entro il 2030 si ferma al 60%. Poi, sempre nel 2020, la produzione di rifiuti procapite segna 4,89 quintali, facendo registrano un meno 15 chilogrammi rispetto al 2019. Sono dati positivi per un’Italia che segue i goal dell’Agenda 2030 con la volontà di promuovere la transizione sociale ed ecologica attraverso un’economia circolare.

A giugno 2022, poi, è stata adottata la nuova Strategia nazionale per l’economia circolare, che individua alcuni macro-obiettivi da conseguire entro il 2035. Tra questi, creare le condizioni per un mercato delle materie prime seconde in sostituzione delle materie prime tradizionali e rafforzare e consolidare il principio di responsabilità estesa del produttore, sviluppando anche una fiscalità favorevole per l’economia circolare. Poi, rafforzare la circolarità dei prodotti e sviluppare e diffondere metodi e modelli di valutazione del ciclo di vita dei prodotti, dei sistemi di gestione dei rifiuti e dei relativi effetti ambientali complessivi; migliorare la tracciabilità dei flussi di rifiuti; educare e creare competenze nell’ambito pubblico e privato in materia di economia circolare.

L’Agenda 2030 spiega che bisogna dimezzare lo spreco pro capite globale di rifiuti alimentari nella vendita al dettaglio e dei consumatori.

La Lombardia, per fare fronte a questo, ha dato vita a una campagna contro lo spreco alimentare dal titolo ‘Non sprecare una storia d’amore’, che indica anche quattro semplici modi per contribuire a raggiungere questo obiettivo e dieci buone azioni contro lo spreco. Fondamentale visto che in Italia sprechiamo circa 8,65 milioni di tonnellate di cibo ogni anno.

In Emilia-Romagna la voce della produzione del consumo sostenibile prende forma verso l’orientamento delle imprese nella direzione di produzioni eco-compatibili, promuovendo l’adozione e diffusione di tecnologie a ridotto impatto ambientale. In più, si lavora per indirizzare la spesa dei consumatori in chiave sostenibile attraverso la diffusione di iniziative per un consumo responsabile, con l’intento di sensibilizzare il cittadino. Per facilitare il processo, è consultabile on line la mappa del consumo in regione, che prevede 13 iniziative identificate come possibili riferimenti per il consumatore sostenibile. Parliamo di stazioni ecologiche, colonnine elettriche, bike sharing, punti vendita di prodotti sfusi o di vendita diretta, così come di mercati equosolidali.

Nel 2020, l’Umbria si è classificata ventunesima su 21 regioni per l’indicatore composito elaborato del goal 12. In ottica di crescita e miglioramento, la Regione ha partecipato all’edizione di quest’anno di Ecomondo, fiera per la transizione ecologica, presentando il progetto ‘Act You, il cambiamento è nelle nostre mani’, che mira a sensibilizzare la cittadinanza umbra sui temi della sostenibilità coinvolgendo i cittadini in un percorso di partecipazione attiva per il bene del territorio che apporti cambiamenti positivi nell’ambito dell’educazione ambientale. Questo percorso è cruciale anche in Toscana, dove la sostenibilità cresce grazie all’aumento della raccolta differenziata dei rifiuti, che presenta una crescita di 27,5%, mentre si riduce la produzione dei rifiuti: 72 chilogrammi in meno pro capite.

Mariateresa Mastromarino