Martedì 28 Maggio 2024

"Poche risorse dai Paesi ricchi"

L'Ocse segnala che nel 2023 l'Aiuto pubblico allo sviluppo dei Paesi ricchi è rimasto quasi invariato, con l'Italia che ha tagliato i fondi di 631 milioni di dollari. Solo pochi Paesi rispettano l'obiettivo dello 0,70%.

L’ultimo allarme è arrivato poche settimane fa, dall’Ocse (Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico). Nel 2023, nonostante guerre, carestie e caos climatico, l’Aiuto pubblico allo sviluppo (Aps) da parte dei Paesi ricchi è rimasto pressochè invariato, mentre l’Italia ha addirittura operato un taglio dei fondi per un valore di circa 631 milioni di dollari. I dati dell’Ocse sono chiari: la lieve crescita dei finanziamenti (+1,8%) è da ricollegare in buona parte al sostegno umanitario e finanziario per la crisi in Ucraina, mentre non è stato fatto nessun nuovo sforzo significativo per dotare i Paesi più poveri di risorse chiave per garantire beni e servizi essenziali come sanità e istruzione a centinaia di milioni di persone. In media, i Paesi ricchi nel 2023 hanno destinato solo lo 0,37% del loro reddito nazionale lordo agli aiuti allo sviluppo, rispetto allo 0,36% nel 2022, passando così da 211 miliardi di dollari a 223,7. Una goccia nel mare. I 21 Paesi donatori dell’Ue, con 92,6 miliardi di dollari complessivi, rappresentano il 41% del totale globale, mentre gli Usa da soli pesano per il 30%. Tra i Paesi donatori OCSE, l’obiettivo dello stanziamento dello 0,70% è stato rispettato solo da 5 Paesi europei: Lussemburgo, Norvegia, Svezia e Danimarca e Germania.