Giovedì 18 Aprile 2024

L'allarme di Legambiente: Crescita troppo lenta e tanti progetti in attesa di approvazione

Report / Le fonti pulite nel nostro Paese faticano a decollare

Nel 2023 sono stati registrati 5.677 MW totali di nuove installazioni

Nel 2023 sono stati registrati 5.677 MW totali di nuove installazioni

I grandi impianti a fonti rinnovabili in Italia non sembrano avere attualmente vita facile, ostacolati da ritardi, lungaggini autorizzative, conteziosi e da una normativa che viene considerata obsoleta e non al passo con i tempi. A fare il punto sulla delicata situazione è stata Legambiente, l’associazione ambientalista italiana erede dei primi nuclei ecologisti e del movimento antinucleare che si sviluppò in Italia e in tutto il mondo occidentale nella seconda metà degli anni Settanta. Proprio Legambiente ha infatti presentato di recente (a Rimini, alla fiera KEY), due report che chiariscono quale sia attualmente la situazione. I report, denominati “Scacco Matto alle rinnovabili 2024” contengono i dati al 2023 e l’aggiornamento della mappa dei casi simbolo dei blocchi agli impianti e “Le Comunità energetiche rinnovabili in Italia”, quest’ultimo realizzato in collaborazione con il Gse e presentato nell’ambito della campagna “BeCome – dai borghi alle comunità energetiche”, creata da Legambiente in collaborazione con Kyoto Club e AzzeroCO2. Aspetto centrale delle due ricerche sembra essere quello di una crescita troppo lenta delle fonti pulite, delle Cer e i troppi progetti che per il momento rimangono in lista d’attesa. I dati emersi dai report sono davvero inconfutabili: nel 2023, nel nostro Paese, sono stati registrati appena 5.677 MW totali di nuove installazioni (stando agli ultimi dati di Terna). Ci troviamo senza dubbio a dover fare i conti con una crescita tanto, troppo lenta rispetto a quelli che dovrebbero essere i numeri di installazione annuale, soprattutto in considerazione della necessità di dover raggiungere gli obiettivi climatici al 2030, ossia 90 GW di nuove installazioni, pari quasi 13 GW di nuova potenza annuale dal 2024 al 2030, secondo lo studio commissionato ad ECCO da Legambiente, Greenpeace e WWF. Ma il particolare inquietante è anche un altro ed è relativo, come già in parte accennato, ai progetti a fonti rinnovabili in lista d’attesa. Basti pensare che sono 1.376 quelli ancora in fase di valutazione, un dato che dà l’idea di un grande fermento da parte delle imprese, ma che non trova ad oggi riscontro nelle autorizzazioni rilasciate, vista la lentezza legata alle procedure. Salgono invece a 63 i casi simbolo di blocchi alle rinnovabili segnalati da Legambiente: di questi 20 sono le nuove situazioni maturate nel report 2024. In tutto, poi, vi sono 81 progetti in attesa di determina da parte di Palazzo Chigi, con pareri positivi da parte della Commissione VIA ma negativi da parte del Mic. La situazione, come si vede, rischia chiaramente di determinare una impasse difficilmente risolvibile.