Martedì 18 Giugno 2024

La sfida del Gruppo Hera : "In prima linea per accelerare lo sviluppo sostenibile"

La multiutility punta a favorire economia circolare e decarbonizzazione nei territori serviti. Non soltanto rifiuti, ma anche acqua ed energia: una strategia a 360 gradi.

La sfida del Gruppo Hera : "In prima linea per accelerare lo sviluppo sostenibile"

La sfida del Gruppo Hera : "In prima linea per accelerare lo sviluppo sostenibile"

di Marco Principini

Chiudere il cerchio e favorire la decarbonizzazione nei territori serviti. Sono questi gli obiettivi più sfidanti che vedono attualmente coinvolto il Gruppo Hera, multiutility che serve ogni giorno circa 5 milioni di cittadini e che ha messo al centro della propria strategia industriale lo sviluppo sostenibile dei business e delle comunità in cui opera, con una particolare attenzione sulla transizione green.

Grazie a un parco impiantistico all’avanguardia con un centinaio di strutture e a una consolidata leadership nazionale nel settore ambiente, è in grado di rispondere con servizi a valore aggiunto all’incremento della domanda, determinata soprattutto dall’aumento delle quantità di volumi di rifiuti trattati e delle sempre maggiori richieste da parte delle aziende.

Con l’obiettivo di guidare le imprese clienti verso la transizione ecologica, il Gruppo fornisce competenze, persone, impianti certificati e servizi per gestire qualsiasi tipologia di rifiuto: dal semplice imballaggio fino al trattamento dei più complessi rifiuti chimici. Il gruppo può sfruttare le expertise specifiche di diverse società del gruppo: Herambiente Servizi Industriali per la gestione e recupero degli scarti produttivi, Aliplast per il riciclo delle plastiche, Hse per i progetti di efficientamento energetico, Hera Comm per la fornitura di energia da fonte rinnovabile certificata. Ecco allora le proposte multiservizio del pacchetto Hera Business Solution (Hbs), soluzioni integrate e sostenibili per fornire ai clienti business le competenze sviluppate dalle varie società della multiutility nei diversi settori, dalla gestione integrata di rifiuti al ciclo idrico, fino all’efficientamento energetico. Una proposta che comprende il Circular Economy Report, per rendicontare le performance di sostenibilità ottenute dalle aziende clienti. Senza dimenticare gli interventi di water saving, per aiutare grandi e piccole realtà a recuperare le acque chiare, reimmettendole nei cicli produttivi.

"Il cambiamento climatico – osserva Orazio Iacono, amministratore delegato del Gruppo Hera – impone una gestione moderna della risorsa idrica, che ha un impatto decisivo sui cittadini e sull’intero ecosistema territoriale. La qualità e la sicurezza della risorsa idrica sono due aspetti che il gruppo persegue con risultati ancora al top nel settore grazie agli investimenti più alti della media italiana. Uno per tutti il progetto di riuso delle acque depurate, in prevalenza a scopo irriguo, con l’obiettivo di riutilizzare almeno il 18% delle acque reflue depurate entro il 2030".

Per ridurre le emissioni e correre spediti verso la carbon neutrality, poi, le utility come il Gruppo Hera stanno sempre più puntando sullo sviluppo delle rinnovabili, dal solare alla produzione dei green gas come il biometano e l’idrogeno. Per questo la multiutility nel suo piano industriale punta a incrementare i servizi a valore aggiunto con soluzioni che promuovono l’efficienza energetica e la decarbonizzazione. In particolare, il Gruppo dedica progetti specifici e su misura, ad esempio per la riqualificazione energetica e il miglioramento sismico delle Pa e dei condomini, o per l’efficienza e il risparmio energetico delle aziende con impianti di cogenerazione e fotovoltaici. Proprio in questo settore, le recenti operazioni di M&A mirano ad arricchire le proposte integrate nell’ambito delle energie pulite.

"Con queste partnership consolidiamo la nostra capacità di supportare i clienti nel percorso verso la transizione green e l’elettrificazione dei consumi con strumenti per l’efficientamento energetico e l’auto produzione" le parole di Cristian Fabbri, presidente esecutivo del Gruppo Hera.

Inoltre, la multiutility ha riservato un ruolo chiave al biometano, combustibile 100% rinnovabile usato in autotrazione. Hera è stata la prima in Italia ad aver realizzato nel 2018, a Sant’Agata Bolognese, un impianto all’avanguardia per la produzione su scala industriale di biometano dalla frazione organica della raccolta differenziata, da cui la multiutility ottiene annualmente 20 mila tonnellate di compost e circa 8 milioni di metri cubi di biometano, con un risparmio annuo di oltre 6 mila tonnellate di petrolio e una riduzione delle emissioni di Co2 pari a circa 14.600 tonnellate. Con un investimento di 28 milioni di euro, mediante la newCo Biorg, nata dalla partnership tra la controllata Herambiente e Inalca del Gruppo Cremonini, è stato recentemente riconvertito un vecchio biodigestore a Spilamberto (Mo) in un impianto innovativo per trasformare in biometano e compost i rifiuti organici provenienti dalla raccolta differenziata effettuata prevalentemente a Modena e provincia, dagli scarti derivanti dal processo di lavorazione dell’industria agroalimentare locale e dal processo produttivo delle carni di Inalca. Questo nuovo impianto a regime produrrà 3,7 milioni di mcanno, garantendo così un incremento del 48% della produzione di biometano del Gruppo Hera. L’obiettivo è di raggiungere quota 30 milioni di mc al 2030. Tra i progetti più recenti rientrano gli impianti che porteranno alla creazione di due Hydrogen Valley a Modena e Trieste: insieme produrranno quasi 800 tonnellate di idrogeno verde l’anno, grazie a un processo di elettrolisi alimentato da energia fotovoltaica.