Domenica 14 Luglio 2024

Sperimentazione e sostenibilità "Al Salone il valore dell’intera filiera"

Sperimentazione  e sostenibilità  "Al Salone il valore  dell’intera filiera"

Sperimentazione e sostenibilità "Al Salone il valore dell’intera filiera"

di Giuseppe Di Matteo

Oltre 170mila metri quadrati di superficie e 1.962 espositori, inclusi i 550 designer del Salone Satellite, con un 30 percento, escluso quest’ultimo, di aziende estere. L’edizione numero 61 del Salone del Mobile, in programma da oggi al 23 aprile a Milano, sarà all’insegna della sostenibilità. "È il nostro pilastro – spiega Claudio Feltrin, presidente di FederlegnoArredo, che organizza la kermesse – ma anche la base per programmare il futuro delle aziende". Il legno è un elemento fondamentale dell’ingranaggio, ma il futuro passa anche dall’illuminazione. In questa direzione va Euroluce 2023.

Cosa vi aspettate da questa edizione del Salone del Mobile?

"Ci aspettiamo di vedere i frutti di un lavoro iniziato anni fa sulla sostenibilità, che è importante, a cominciare dagli stessi stand, e cioè dal modo in cui ci raccontiamo al mondo. Poi abbiamo pensato anche al Salone del futuro. E lo abbiamo fatto allestendo un percorso espositivo che permetterà al visitatore di avere una visione globale della fiera impiegando meno tempo rispetto alle precedenti edizioni, vedendo tutto, anzi di più".

Le aziende come possono affrontare il percorso della sostenibilità?

"La transizione ecologica, che ovviamente riguarda tutta la nostra filiera, dal legno al mobile, è un cammino lungo. Per questo abbiamo lavorato al progetto Fla Plus".

In cosa consiste?

"In sostanza, è un hub di progetti pensati per essere di supporto a tutte quelle imprese che vorranno affrontare la sfida del futuro, di cui FederlegnoArredo è protagonista insieme ai suoi associati e ad alcuni partner strategici. Per prima cosa abbiamo stilato un Decalogo della sostenibilità che raccogliesse le linee guida, cui sono seguiti una serie di progetti concreti che vanno dalla riforestazione a un data-base dei materiali riciclati e riciclabili, senza dimenticare un apposito kit di formazione green e il nostro costante supporto nella gestione delle certificazioni e nella progettazione e realizzazione di prodotti disassemblabili nati per durare nel tempo. Fla Plus è la nostra piattaforma di riferimento. Il cammino è lungo, e per questo al Federazione deve stare al fianco delle aziende, soprattutto piccole, affinché la trasformazione sia quanto più possibile equilibrata, così da permettere al mercato di assorbirne costi e innovazioni".

A proposito: da dove importiamo il legno?

"Fino a non molto tempo fa, e parliamo ad esempio della betulla, lo importavamo soprattutto dalla Russia. Poi è arrivata la guerra, quindi abbiamo dovuto ripiegare sui Balcani e sulla Finlandia. Alcune aziende di pavimenti in parquet sono state costrette a utilizzare piante come il pioppo, che però costa di più. Ci auguriamo ovviamente che la guerra finisca, ma ci tengo anche a sottolineare che ha reso evidente il paradosso che viviamo".

Quale?

"In Italia siamo ricchi di legno, ma non possiamo usarlo come potremmo a causa della mancata applicazione di una politica forestale adeguata, che significa soprattutto cura dei boschi dai quali potremmo ricavare il legno necessario per essere meno dipendenti dall’import. Ovviamente possiamo e dobbiamo farlo in modo controllato e garantendo prodotti certificati. Qualcosa, comunque, si sta sbloccando grazie alla Legge Strategia Forestale Nazionale del febbraio 2022".

Il legno è utile solo per l’arredo?

"No. Infatti la nuova frontiera è quella dell’edilizia sostenibile. Ma siamo orgogliosi per un motivo".

Quale?

"Abbiamo ricevuto dalle Nazioni Unite, prima al mondo fra le filiere del legno-arredo, la ratifica dell’adesione al Global Compact. Un passaggio strategico che rientra nel percorso di sostenibilità avviato e su cui la Federazione sarà chiamata a rispondere centrando una serie di obiettivi".