di Pierluigi Masini

Allora ci siamo architetto Boeri, il Supersalone apre le porte ai visitatori…

"Sì, siamo molto contenti, ce l’abbiamo fatta. É stato un lavoro collettivo, tutti i curatori che ho chiamato sono stati bravissimi – del resto lo sapevo bene – e tutti hanno dato risposte eccellenti, dalla grafica all’allestimento, dalla curatela dei talks al coinvolgimento delle scuole. E poi abbiamo lavorato bene con il team del Salone del Mobile, con Maria Porro e Claudio Feltrin. Ora siamo curiosi di vedere quale sarà la reazione del pubblico. Ma sono ottimista. In una situazione eccezionale abbiamo costruito un salone eccezionale".

Qualche anticipazione di quello che vedremo da oggi in Fiera a Rho?

"Le novità sono cinque: non ci sono gli stand perché siamo un salone in totale sicurezza e tutto sarà sviluppato su un sistema di pareti, mobile e flessibile, per cui sia prodotti, immagini e brand, saranno disposti lungo queste pareti. Seconda novità: si apre al pubblico fin dal primo giorno, quindi non è solo B2B per i professionisti del settore, ma anche B2C, ovvero rivolto al consumatore finale. Credo che questo sia il futuro delle grandi fiere. Senza togliere nulla al business, perché ci saranno anche nel nostro caso luoghi di incontro dedicati, ma si può aprire al pubblico dei consumatori, all’esperienza che è una cosa fondamentale".

Esperienza che potrà anche arrivare all’acquisto, giusto?

"Sì, e questo è il terzo punto. Si potrà prenotare e acquistare il prodotto, perché il rapporto tra la presenza del prodotto lì in Fiera e l’agilità dello strumento digitale è il futuro del commercio. Quindi le persone vedranno i prodotti più belli del mondo, potranno toccarli, sceglierli, selezionarli e subito prenotarne l’acquisto. Quarto: portiamo lì la qualità della città e quindi la collezione delle sedie del Compasso d’Oro con una mostra dedicata. Ci sono 50 scuole internazionali di design che presentano le tesi e i prodotti di ricerca più belli degli ultimi due anni. Infine avremo i makers, che lavorano con le stampanti 3D: ricercano, progettano e producono. E ancora i migliori cuochi italiani come Carlo Cracco e Davide Oldani, che cucinano dal vivo. In ognuno dei quattro padiglioni ci sarà una ’food court’ dove si potrà osservare come si cucina e assaggiare. Aspetto inusuale per la Fiera, che diventa spazio vivibile per tutti".

Un po’ una grande festa…

"Sì, ricordo quando andavo alla Fiera Campionaria con la famiglia: era proprio una grande festa. E vorrei che tornasse a essere così. Poi quinto e ultimo importante aspetto: tutti i pannelli, gli arredi per i dibattiti, le strutture sono pensate per essere smontate e riutilizzate in chiave sostenibile".

Personaggi?

"Mi sono ispirato a due in particolare. Il primo è Gio Ponti, grande autore di unaa sedia che si chiama Superleggera. E l’altro è Renato Pozzetto, che nel film ’Il ragazzo di campagna’ del 1984, arrivando a vivere a Milano in un residence, si trova alle prese con il design: apre il mobile che diventa letto, e ogni volta dice tac, tac… E’ una presa in giro del design. Ecco, Renato Pozzetto sarà con noi".

Bellissimo. Ma qual è stata la cosa più difficile in questa corsa di quattro mesi?

"Beh, all’inizio con le aziende che preferiscono lavorare sul già conosciuto e non prendersi rischi, e capisco, non è stato facile. Ma sia Porro sia Feltrin sono stati propulsori: convincere le aziende è stato un momento importante".

Chi ci sarà nei dibattiti?

"Un nome molto noto nel mondo dell’arte è Hans Ulrich Obrist. Ci sarà Bjarke Ingels, questo architetto danese che è considerato un po’ il nuovo Le Corbusier, comunque un numero uno; ci sarà uno dei due fratelli Campana dal Brasile. E poi tutti i nostri, a cominciare da Michele De Lucchi e Formafantasma. Avremo un grande artista come Carsten Höller".