Breguet Marine
Breguet Marine

Testarossa, Tango, Birkin. Tanto per fare tre esempi di modelli che sono usciti dal loro specifico settore – un’auto della Ferrari, un pallone dell’Adidas, una borsa di Hermes – e sono entrati nell’immaginario collettivo di tutti noi. L’orologeria ne è piena: Daytona, Gmt-Master, Laureato, Luminor, Monaco, Nautilus, Portoghese, Reverso, Royal Oak, Speedmaster, Submariner, eccetera, eccetera… Vere e proprie icone che, paradossalmente, potrebbero abbandonare il loro marchio di appartenenza e avere ugualmente una quota di mercato da protagonisti assoluti, per uno “spin-off” che in un parallelo con l’automobilismo contemporaneo ha realmente dato il via alle nuove esperienze di BMW con Mini e di Citroen con DS. Aspetto tanto concreto che se chiediamo a un non appassionato di orologeria meccanica di nominare il nome di qualche casa orologeria, molto spesso, accanto ai reali brand più conosciuti, sentiamo pronunciare uno dei modelli sopracitati, in primis il Daytona, che, invece, lo ricordiamo ovviamente per i non appassionati, è uno dei modelli più richiesti e desiderati di Rolex. E proprio Rolex è il marchio che a proposito di icone si è fregiato anche nel 2018 del primo posto nell’autorevole “Global RepTrak”, la classifica annuale delle aziende più rinomate al mondo, stilata dal Reputation Institut, davanti a brand altrettanto globali come Lego, Google, Canon, Walt Disney, Sony, Adidas, Bosch, Bmw e Microsoft (questa è la lista della top ten). Icone che alla riconoscibilità sommano la reputazione, che dal brand passa al modello e si attesta poi al polso degli appassionati e magari, come diceva una famosa pubblicità del settore, di padre in figlio.