Maestro di Cerimonie
Maestro di Cerimonie
Quest’anno ricorrono i 500 anni dalla morte del formidabile genio italiano. È evidente che per il Salone del Mobile sia un’occasione eccezionale quella di poter celebrare l’opera di Leonardo da Vinci, straordinario maestro.
Perché? Cosa c’entra Leonardo con il Salone del mobile? Moltissimo. Perché Leonardo, come tanti altri straordinari personaggi del Rinascimento, era un uomo spinto dalla curiosità, nel senso etimologico del termine, ossia “prendersi cura”. Il curioso è colui che si prende cura. Leonardo era un uomo spinto alla curiosità di tutto ciò che passava attraverso la sua esperienza. Non bisogna dimenticare che l’Umanesimo e il Rinascimento è un momento straordinario, dove si riscopre e si reinterpreta tutto il mondo classico e perciò si riscopre e si reinterpreta tutto ciò che è attorno a noi, la natura. Leonardo è attratto dalla botanica, dalla mineralogia, dall’alchimia, dalla geometria, dall’astronomia, dalla matematica, è attratto anche e soprattutto dall’uomo. È uno dei primi che disegna e indaga i misteri del corpo umano. Tutto questo che cos’è se non cercare costantemente, indagare costantemente e, perciò, progettare costantemente? Di fronte a tutte queste provocazioni di conoscenza, Leonardo reagiva con un progetto. È straordinario vedere come progetta chiuse, città, fortificazioni, armi, macchine tessili, il paracadute, l’idea del volo, del sommergibile. Progetta continuamente. Perciò Leonardo è un straordinario designer nel senso più appropriato della parola.
Perché l’operazione col Salone del mobile, un’installazione immersiva, si chiama “De-Signo”? Perché la parola design viene dall’italiano disegno, che viene dal latino de signo, che vuol dire, attorno al segno. De-signare, disegnare: segno è forma. Non a caso insegnante è colui e colei che lascia il segno, che lascia una forma. Il de signo è forma, progetto. Di fatto Leonardo, nel suo Trattato della pittura, molto scrive sul disegno come forma che l’uomo dà a ciò che appare e ciò che immagina nella sua mente. Per tutte queste ragioni, Leonardo, come del resto tantissimi altri geni del Rinascimento, italiano e non, è un vero e proprio designer, progettista.
Il design oggi sempre di più acquista il senso profondo da cui è nato, da cui è stato generato, dalla cultura latina, ossia cultura del progetto, applicata ad ogni sapere dell’uomo. Cultura del progetto: questo è il “De-Signo” che lega Leonardo, il Rinascimento italiano, al sapere e sapere fare italiano e contemporaneo. In questo è rimasto da sempre un filo sottile: il sapere fare italiano non è mai morto perché nella cultura umanistica, ma ancor prima nella cultura latina, è nata questa straordinaria visione della vita, che è la cultura del progetto. Leonardo designer, potremmo dire oggi, progettista alla corte di Ludovico il Moro. Bisogna pensare a tutte le declinazioni della parola, che applichiamo spesso all’estetica delle cose, ma non è questo: raggiunge valori formali, estetici, ma sono i valori progettuali l’anima che connota il lavoro del designer.


* Docente universitario, ideatore e curatore dell’installazione De-Signo per il Salone del Mobile