Giovedì 30 Maggio 2024
MARIATERESA MASTROMARINO
Eventi e Fiere

Agrivar, territorio in vetrina "Sostenibilità, qualità e salute Ecco le nostre parole d’ordine"

C’è anche l’olio extravergine di oliva tra i prodotti dell’anima agricola del Palazzo di Varignana. La direttrice generale Del Vecchio: "Produciamo vini in house con le nostre uve". .

Agrivar, territorio in vetrina  "Sostenibilità, qualità e salute  Ecco le nostre parole d’ordine"

Agrivar, territorio in vetrina "Sostenibilità, qualità e salute Ecco le nostre parole d’ordine"

di Mariateresa Mastromarino

Nel piccolo e avvolgente Borgo di Varignana, sulle prime colline di Castel San Pietro Terme, nasce e si sviluppa Agrivar, azienda agricola dello storico Palazzo di Varignana.

Dal 2015, la realtà si concentra nella produzione di vino e di olio extravergine d’oliva, incentivando l’alimentazione e la spesa a chilometro zero.

Agrivar si impegna nella promozione della valorizzazione dei prodotti locali, del territorio, al quale è molto legata, grazie alla storicità della sua splendida sede.

Per mostrare la stretta relazione con l’ambiente circostante, oltre alla produzione di vini e di olio e all’accostamento con i prodotti della nostra terra, Agrivar ha creato una cantina che occupa uno spazio di 1.100 chilometri quadrati, realizzata con i materiali naturali rappresentativi del luogo, come il legno di ulivo e i mattoni rossi, perfettamente integrati con la natura del territorio circostante. Ma non è finita qui: l’azienda agricola offre una suggestiva sala degustazioni, che affaccia sulla vigna in fase di conversione al biologico.

E per Cantine Aperte, l’azienda apre le sue porte ai numerosi spettatori, consapevole di concedere loro una inebriante esperienza, che abbraccia e unisce il senso del gusto a quello dell’emozione e della scoperta.

Chiara Del Vecchio, direttrice generale di Agrivar, com’è il vostro terreno?

"Siamo l’anima agricola del Palazzo. Gli ettari sono 500, di cui 200 destinati all’olivocoltura, 50 per la vite, e 70 ettari di frutteti. In più abbiamo orti in cui produciamo le materie prime, come zafferano e bacche di goji. E ci sono anche alcuni cereali. Nel 2021, abbiamo realizzato la nostra cantina, e produciamo vini in house, con le nostre uve".

Quali sono i vini di vostra produzione?

"Produciamo quattro preferenze, che sono il Blanc de Noirs con Metodo Classico, uno Chardonnay, un Pinot Nero, e un Sangiovese. Coltiviamo anche vini autoctoni, però il nostro progetto cardine è la coltivazione del Pinot Nero, che è una sfida: nelle colline a cavallo tra Romagna ed Emilia, coltivarlo non è semplice, ma ci dà grandi soddisfazioni perché è un vino di qualità".

Come si svolgono le degustazioni?

"Le degustazioni di extravergine e di vino si svolgono all’interno della cantina, dove proponiamo anche una visita guidata. Di fronte alla cantina, c’è una grande terrazza che dà sul vigneto. Dopo una visita a una prima parte di affinamento dei vini e di invecchiamento del metodo classico, si approda nella suggestiva sala di degustazione, dove si assaggiano anche i prodotti del territorio, che sono in abbinamento, come salumi e formaggi. E ci sono, quindi, diverse tipologie di degustazioni, perché abbiamo un’ampia offerta. Anche per Cantine Aperte il programma sarà lo stesso, e l’evento ci dà la possibilità di comunicare ai clienti, anche locali, e di raccontare la nostra storia, facendo provare loro un’esperienza a tutto tondo. È un coinvolgimento totale".

E i visitatori?

"Sono tanti gli stranieri ospiti del nostro lussuoso resort, che non vedono l’ora di vivere una vacanza esperienziale, degustando i prodotti del territorio e dell’azienda. Ci sono naturalmente anche parecchi turisti italiani, perciò la provenienza e la quantità di visitatori è bilanciata".

E’ importante, nel vostro ambito, promuovere il concetto di bere responsabilmente.

"Quando presentiamo il progetto, parliamo anche di sostenibilità, includendo l’approccio con il bere, che deve essere emozione e sensazione piacevole. Questo è il vero senso della nostra passione, che non deve sfociare in qualcosa di negativo, che fa male. Il nostro è un progetto di emozioni, che trasmette il desiderio dell’approccio sostenibile e salutare".