Luca Bonacini
Luca Bonacini

UNA RIFLESSIONE ad ampio respiro sul vino, e sulle sue forme di espressione, arriva in libreria grazie all’opera di due addetti ai lavori: Pierluigi Gorgoni e Andrea Grignaffini. Il primo è co-autore dell’Enciclopedia del Vino (Baldini & Castoldi), il secondo è direttore di Spirito Divino, tra i magazine di settore più autorevoli. Insieme hanno dato vita al ‘Vignaiolo universale - la cultura nel bicchiere’ (Fondazione Cologni - Marsilio): 33 capitoli che descrivono l’universo del vino, partendo dall’Italia, ed estendendosi al resto del mondo. «Dopo ‘Il Cuoco universale’, che era un affresco della cucina senza confini – racconta Grignaffini – e si affermava non una sola cucina, ma mille cucine, ne ‘Il Vignaiolo universale’, abbiamo voluto raccontare non una sola idea di vino, ma mille idee di vino, non una prassi enologica, ma mille prassi enologiche, senza frontiere né pregiudizi».

IL RACCONTO si snoda descrivendo il Metodo classico e le sue peculiarità, viaggiando dalle Alpi alle estreme propaggini dello Stivale. Poi si va in Georgia, per fare la conoscenza delle millenarie pratiche caucasiche e le vinificazioni in orci di terracotta, care a Josko Gravner. Si vola in Champagne, dove è in atto la riscossa dei Récoltant-Manipulant, che lavorano solo uve da terreni di proprietà, e guidano quella che è divenuta più di una semplice tendenza. Si rimane Oltralpe col Pinot Nero di Borgogna e la genialità monastica dei cluniacensi e dei cistercensi, che diedero il via ai monumentali Romanée-Conti, e ci si premia con la complessità e la freschezza dei Riesling alsaziani.

ECCOCI IN TOSCANA, in terra di Brunello, per rivivere con Tancredi Biondi e Santi l’epico rabbocco del suo Brunello Riserva 1888-1891-1925-1945, alla presenza di Mario Soldati e Gino Veronelli. Si incontra Giacomo Tachis e si ripercorre la nascita dei Super Tuscan, si visitano le Langhe e i grandi piemontesi, ci si disseta con gli ancestrali protagonisti della rinascita del Lambrusco, poi tanta Francia, e tanto mondo, senza dimenticare i vini ossidativi, quelli “naturali”, i biodinamici, e l’estrema frontiera dei biotici, in una cavalcata nell’enologia odierna prodiga di segnalazioni e consigli. Come non pensare a Luigi Veronelli quando, riferendosi a un anonimo del passato, affermava: «La miglior regola è quella di non seguirla».