Giovedì 30 Maggio 2024
ANGELICA MALVATANI
Distretti

Paolo Calcinaro: "Stop alla frammentazione,. Comuni uniti per il turismo. E diventeremo una potenza"

Il vicepresidente di Anci Marche: l’Atim può rappresentare la soluzione alle divisioni "Testimonial dei Paesi target all’estero per campagne promozionali fuori dall’Italia".

Paolo Calcinaro: "Stop alla frammentazione,. Comuni uniti per il turismo. E diventeremo una potenza"

Paolo Calcinaro: "Stop alla frammentazione,. Comuni uniti per il turismo. E diventeremo una potenza"

Non c’è un’esperienza che non si possa vivere nelle Marche, i turisti hanno possibilità infinite respirando mare, scoprendo monti, visitando musei e ammirando borghi e paesaggi. È scontato e ormai banale dire che è una regione al plurale, oggi più che mai questo è vero, per un territorio che vuole crescere dal punto di vista turistico, affermandosi a livello nazionale e anche internazionale. Un’identità vera e propria, in tanta pluralità, manca ancora, non siamo la Toscana e tantomeno la Puglia, ma dei grandi passi in avanti in questi anni sono stati fatti eccome. Ne è convinto il vicepresidente dell’Anci delle Marche, Paolo Calcinaro, sindaco di Fermo: i Comuni nelle Marche hanno capito che turismo è oro e futuro.

Ma sono davvero pronti gli amministratori di Comuni grandi e piccoli alle sfide del turismo che verrà?

"Devo dire che ognuno sta facendo un po’ per sé. È vero che a livello generale è la Regione che detta la linea, ma poi si va avanti con quello che ognuno ha – ammette Calcinaro –. Difficile mettere insieme esperienze e prospettive, in questo senso credo che la nostra regione paghi proprio la frammentazione dei nostri Comuni, che uniti e compatti potrebbero diventare una potenza turistica enorme". Che cosa impedisce di unire le forze?

"Con la perdita di forza delle Province i Comuni hanno perso anche i processi aggregativi. Chi si mette insieme lo fa spontaneamente o ci si ritrova se a livello nazionale escono bandi che premiano le aggregazioni. Tutti sono portati alla risposta delle esigenze delle proprie comunità, la progettazione di più ampio respiro non è oggettivamente facile. A volte c’è un po’ di competizione, le comunità guardano sempre l’erba del vicino e questo ti porta a dovere fare qualcosa quasi per competere. Il rischio dell’individualismo c’è, ed è un peccato, perché le dimensioni delle Marche sono veramente limitate e chi sceglie di fare turismo da noi non sta in un posto solo, ma ama girare". Dunque che cosa sogna per il turismo che verrà?

"Noi abbiamo la gastronomia, il mare, la montagna, la campagna, alcuni sport di richiamo. Che bello sarebbe sentirci una costa unica, come succede da sempre in Emilia-Romagna, che meraviglia se Ascoli pubblicizzasse Fermo e viceversa, Macerata si muovesse per Ancona e viceversa. Serve un ente superiore, io credo. Capisco i Comuni che non riescono a farlo presi da mille problemi, l’Atim può essere una soluzione, ma bisogna entrare in queste dinamiche". La consapevolezza però c’è, passi in avanti ci sono stati.

"Finalmente tutti puntano sul turismo, i Comuni grandi capiscono che è un’economia vera e propria, alternativa a settori produttivi che erano l’unico riferimento di sviluppo per decenni nella nostra regione. Abbiamo sacrificato il paesaggio per i capannoni produttivi, a differenza della Toscana, che invece ci aveva pensato molti anni prima. Per i piccoli Comuni è un motivo di sopravvivenza, dobbiamo rendere la vita più semplice a chi vuole investire in tale settore". Ci sono degli imprenditori che ci credono, c’è chi ristruttura i casolari e chi sceglie delle forme di turismo all’aria aperta, come il glamping. Come vanno le cose?

"Si muovono attività di glamping, ne abbiamo autorizzata una sotto il nostro gioiello, Torre di Palme. Questo vuole dire sviluppo e posti di lavoro. Certo, tutto è abbastanza complicato, ci sono tante regole e altrettanta burocrazia. Io credo che un’edificazione light come quella di un campeggio debba essere esentata dalle regole urbanistiche, bisogna agevolare chi vuole investire nella ricettività". Le piace Gianmarco Tamberi come testimonial del turismo delle Marche?

"Assolutamente sì, è un simbolo del tutto positivo e molto conosciuto e ha girato e messo in luce davvero tantissimi Comuni – dice ancora Calcinaro –. Ma si potrebbe pensare anche a qualche testimonial dei Paesi target all’estero, ad esempio Olanda e al Belgio, per campagne importati anche fuori dall’Italia. Dobbiamo essere più convinti, amarci di più, essere consapevoli di quello che abbiamo e di quello che siamo. Così noi possiamo diventare grandi, e tutti insieme".