Giovedì 18 Luglio 2024

L’asset del calzaturiero si è rimesso in moto. Volano le esportazioni

I dati di Assocalzaturifici relativi al primo semestre 2023 evidenziano un calo di 41 aziende e 218 addetti. Ore di cassa integrazione guadagni autorizzate da Inps in calo del 59%. Export in aumento del 13,2% in valore. Le Marche quarta regione italiana per export calzaturiero. Fermo +15,5%, Macerata +12,5%, Ascoli +10%.

di Vittorio Bellagamba

Il Centro Studi Confindustria Moda ha diffuso i dati di Assocalzaturifici relativi al primo semestre 2023 che evidenziano come il numero di imprese attive (tra calzaturifici e produttori di parti) ha registrato, secondo le statistiche Infocamere-Movimprese, un calo di 41 aziende sullo scorso dicembre, tra industria e artigianato, accompagnato da un saldo negativo di 218 addetti. Per quanto riguarda le ore di cassa integrazione guadagni autorizzate da Inps nella prima metà dell’anno per le imprese della filiera pelle, si registra un calo del 59% rispetto allo stesso periodo del 2022

Sono state autorizzate quasi 790mila ore, un numero inferiore del 34% anche rispetto alla situazione pre-emergenziale del 2019, segno evidente di una marcata ripresa della produzione. Sul fronte dell’export si registra un aumento del 13,2% in valore sul primo semestre 2022, tra calzature e componentistica (con un +9,6% sui livelli pre-pandemia di gennaio-giugno 2019). Nella prima metà del 2023 sono stati esportati beni per 711,3 milioni di euro. Le prime 5 destinazioni dell’export marchigiano, che coprono il 48% del totale, sono risultate: Germania (+1%), Francia (+22,4%), Usa (-8,6%), Cina (-6,2%) e Russia (+47,8%). Rimbalzo nei flussi verso Russia e Ucraina: +47,9% rispetto ai livelli dello scorso anno, colpiti dalla guerra.

Le Marche sono la quarta regione italiana per export calzaturiero, con una quota del 10,6% sul totale Italia. Dopo un primo trimestre chiuso con un +20,3% su gennaio-marzo 2022, la seconda frazione ha registrato un +5,2% tendenziale. Analizzando la situazione del cuore del distretto calzaturiero emerge che a Fermo si è registrato l’incremento più consistente delle esportazioni. Infatti l’ammontare, in valore, delle calzature vendute oltreconfine nel primo semestre del 2023 è stato di 356.199.855 euro contro i 308.276.167 dello stesso periodo dello scorso anno con un aumento del 15,5%. Il primo Paese di destinazione per le esportazioni delle calzature Made in Fermo nel primo semestre del 2023 rimane la Cina anche se il flusso è diminuito del 5,4%. Al secondo posto figura la Germania con un aumento dell’8,9% e al terzo posto la Francia con +28,3%. In flessione del 22,6% invece le esportazioni nei confronti degli Stati Uniti.

In provincia di Macerata l’incremento è stato pari al 12,5%. Infatti le esportazioni sono passate dai 200.938.950 euro del primo semestre 2022 ai 226.130.583 euro di quest’anno. Il principale Paese di destinazione per le calzature prodotte in provincia di Macerata è la Germania dove si è registrato un incremento pari a +1,1%. Trend in crescita anche per il secondo e terzo Paese di destinazione, ovvero Francia (+25,3%) e Usa (+5,6%). In ripresa anche il mercato della Russia con un aumento delle esportazioni pari al 44,5%. In provincia di Ascoli l’incremento dell’export è stato del 10%: nel primo semestre del 2022 i valori hanno raggiunto 101.557.945 euro, mentre nello stesso periodo di quest’anno hanno toccato i 111.678.901 euro.

I primi due Paesi di destinazione per le calzature del Piceno sono invece la Germania e la Cina anche se in entrambe le piazze il dato è in territorio negativo rispettivamente del 5,2% e del 18,2%. Al terzo posto figura la Francia dove nel periodo preso in considerazione dalla ricerca l’incremento delle esportazioni è stato pari al 21%.