Domenica 21 Luglio 2024

Roma, lo stadio Flaminio e le tre ipotesi per il suo recupero. “Non aspetteremo Lotito per l’eternità”

L’assessore allo Sport Alessandro Onorato fa sapere che, in mancanza di progetti concreti, la giunta potrebbe farsi carico della riqualificazione, anche chiedendo aiuto al governo

Lo stadio Flaminio (Ansa)

Lo stadio Flaminio (Ansa)

Roma, 25 giugno 2024 – La giunta capitolina ingrana la marcia sulla questione dello stadio Flaminio, in disuso dal 2011 e considerato bene d’interesse artistico e storico. Sul tavolo del Campidoglio ci sarebbero tre ipotesi per riqualificare la struttura, destinandola poi a un uso non saltuario. A parlarne è stato l’assessore allo Sport della Capitale, Alessandro Onorato, in un intervento a Radio Roma Sound.

Le ipotesi

“Noi non faremo l'errore delle amministrazioni precedenti, noi vogliamo mettere la prima pietra e iniziare i lavori per la valorizzazione del Flaminio”, ha dichiarato l’assessore. L’ipotesi “più concreta” sarebbe quella della Roma Nuoto, interessata da anni all’impianto: “Avevano già presentato un progetto alla passata amministrazione, al 30 giugno – forse servirà qualche giorno in più – capiremo se il progetto possa avere un iter positivo dal punto di vista tecnico”, ha illustrato l’esponente della giunta Gualtieri. Se ci fosse questo via libera, la giunta potrebbe dare l’ok definitivo.

La ‘seconda carta’ è quella della Lazio, anche se Onorato non esita a definire il progetto come “mitologico”. “Se la Lazio vuole presentare un progetto deve venire in Campidoglio e presentarlo al Sindaco e a tutti gli assessori coinvolti, non soltanto al sottoscritto – ha spiegato – ma anche al mio collega all'urbanistica, alla mobilità, al patrimonio, al commercio, e qualora veramente volessero fare un investimento in quell'area si potrebbe aprire una conferenza dei servizi”. “Se Lotito presenta un piano bene, altrimenti noi non lo aspetteremo eternamente”, ha sottolineato l’assessore.

Infine, c’è l’ipotesi dell’acquisizione da parte della Cassa depositi e prestiti, una Spa del ministero dell’Economia che lascerebbe la struttura a disposizione di Roma Capitale per eventi di diversa natura, sportiva e culturale. Manca tuttavia “una progettualità concreta”. 

L’ultima spiaggia: il ruolo di Roma Capitale

E se nessuna delle ipotesi andasse in porto? “Potremmo valorizzare noi lo stadio Flaminio – ha dichiarato Onorato – Magari chiedendo fondi al governo, dopotutto vorrei ricordare che abbiamo inserito il Flaminio dentro al dossier degli Europei 2032 che si terranno in Italia e in Turchia”. La questione sarebbe, eventualmente, puramente finanziaria: “Dobbiamo capire se i fondi verrebbero messi dal comune di Roma, quindi dai cittadini romani. In quel caso, non avremmo interesse a uno stadio da 40mila posti, casomai da 25mila riprendendo sotto le palestre, le piscine e creando intorno un grande parco sportivo”. La struttura verrebbe poi concessa in base ad accordi specifici con le federazioni del calcio o del rugby.

Le prossime tappe

Resta quindi da vedere se, entro fine giugno o i primi di luglio, arriverà una ‘benedizione tecnica’ dalla conferenza dei servizi per il progetto presentato dalla Roma Nuoto. Poi, spazio alla Lazio e alla Cassa depositi e prestiti, sempre che le loro istanze si concretizzino. Altrimenti, “tra qualche mese, entro la fine dell’anno”, a prendere in mano la situazione sarà la giunta capitolina, chiedendo aiuto anche al governo. “Sarebbe un bene pubblico, non penso che il governo possa dirci di no. Sarei curioso di capire perché per Firenze e Venezia si mettono fondi pubblici nazionali, mentre a Roma per il Flaminio no”, ha concluso l’assessore Onorato.