Martedì 16 Aprile 2024

L’addio al regista Paolo Taviani, cerimonia laica in Campidoglio: “Grazie per tutte le emozioni”

Attori, registi e amici hanno reso omaggio al cineasta toscano, scomparso a Roma il 29 febbraio all’età di 92 anni. Stava per iniziare l’ultimo film ‘Il canto delle meduse’. Pupi Avati: “Per lui il cinema era l'ossigeno”

Roma, 4 marzo 2024 – Cerimonia laica per Paolo Taviani, il regista scomparso a Roma venerdì all’età di 92 anni. “Papà ha lavorato fino all'ultimo alla preparazione del nuovo film, 'Il canto delle meduse'. Il suo ultimo desiderio fino all'ultimo era di poter dire solo due parole: Motore! Azione!”. È il ricordo del figlio Ermanno Taviani alla chiusura della cerimonia laica del padre Paolo. Al suo fianco, la sorella Valentina Taviani e la mamma, moglie del grande regista, Nina Nervi. Pupi Avati: “Per lui il cinema era l'ossigeno”. 

L’ultimo addio al grande regista che si è svolto in sala Protomoteca – Leone d’oro alla carriera (1986), il suo ultimo film, Leonora Addio, è del 2022: l’unico girato senza il fratello Vittorio, scomparso nel 2018 – un momento di grande commozione, che ha alternato ricordi e parole di stima da parte di chi ha conosciuto il regista nella vita e sul set. Oggi, lunedì 4 marzo, sarebbe stato il giorno del compleanno di Lucio Dalla, che venne scoperto proprio dai fratelli Taviani nel film 'I sovversivi’ del 1967.

Cerimonia laica in Campidoglio per il regista Paolo Taviani (nel riquadro)
Cerimonia laica in Campidoglio per il regista Paolo Taviani (nel riquadro)

Pupi Avati: “Il cinema era il suo ossigeno”

"La cosa più bella è stata detta dal figlio Ermanno che ha concluso la cerimonia dicendo che 'il sogno avrebbe tenuto ancora in vita Paolo è poter dire per l'ennesima volta ‘motore, azione'. Perché nelle lunghe telefonate che ci siamo fatti in questi ultimi anni, il tema era sempre quello: cercare di tornare a lavorare, di fare ancora un film, l'ultimo film". Lo ha detto Pupi Avati, a margine della cerimonia laica in ricordo di Paolo Taviani.

"Di fronte alla vecchiaia, diventa prioritario il fatto di continuare a esistere attraverso quello che fai. Per lui il cinema era l'ossigeno, la sopravvivenza. Purtroppo il suo ultimo film, che era un capolavoro assoluto, non è stato apprezzato in Italia mentre all'estero sì", ha aggiunto l’amico e collega Pupi Avati.

Bellocchio: “Era uno della prima linea”

"Paolo era uno della prima linea. Intendo 'prima linea' letteralmente perché non ci sono altri davanti a noi che siamo i prossimi al congedo. Lo ricordo per noi vivi, non credo ci stia ascoltando seduto su una nuvola. Condivido con i parenti stretti, con i colleghi, con gli amici il grande dolore". Lo ha detto il regista, Marco Bellocchio, intervenendo alla cerimonia funebre del regista Paolo Taviani nella sala della Protomoteca.

"Paolo è morto sul lavoro, non a causa del lavoro – ha aggiunto il regista - è morto lavorando: stava per iniziare il film tra poche settimane e sarà senza dubbio motivo di sofferenza per chi doveva partecipare, ma chiudere a 92 anni, in piena attività, è una conclusione che mi auguro di tutto cuore. Con Vittorio ha fatto dei bellissimi film, dei capolavori, lasciandoci una filmografia compatta, unica. Penso vinceranno la prova del tempo", ha aggiunto.

Il regista 'Leone d'oro alla carriera' è scomparso a Roma il 29 febbraio, all'età di 92 anni

Giani: "Riferimento costante per la Toscana”

"Paolo è stato un riferimento assoluto e constante della terra Toscana, quello che Paolo e Vittorio hanno esportato è stato un salto di qualità della cultura, in lui ricordo la schiettezza, la lucidità del modo di parlare della nostra Toscana". Lo ha detto il presidente della Regione Toscana, Eugenio Giani, intervenendo alla cerimonia funebre. "Per tutti noi in Toscana è un giorno di lutto, la loro testimonianza ha lasciato il segno", ha aggiunto.

Gualtieri: “Profonda gratitudine”

"Oggi non deve essere solo una giornata di tristezza per la grave perdita, siamo qui anche per esprimere un sentimento comune di affetto e profonda gratitudine per tutto ciò che Paolo ha donato a noi con la sua arte". Lo ha detto il sindaco di Roma, Roberto Gualtieri, intervenendo alla cerimonia funebre del regista Paolo Taviani nella sala della Protomoteca.

"Un momento pubblico di commiato che gli deve questa città – ha aggiunto – la prima cosa che mi sento di dire è un enorme grazie per tutte le emozioni che ci avete fatto vivere, Paolo e Vittorio. Opere rimaste nella storia del cinema mondiale". Il sindaco ha poi ricordato: "Da giovane aspettavo con emozione la nuova uscita di un nuovo film di Paolo e Vittorio".

Vip e persone comuni per l’ultimo addio

Il feretro è arrivato questa mattina in Campidoglio, accolto dalla moglie Nina Nervi, i figli e tanti colleghi e amici, oltre al sindaco Roberto Gualtieri con la fascia tricolore. La bara è rimasta esposta fino alle 13.

Vicino alla bara del grande regista i figli Ermanno e Valentina, insieme ai nipoti. Tanti gli amici arrivati nella sede dell’istituzione capitolina per rendere omaggio al cineasta, tra loro anche Laura Morante, Lello Arena, Mario Martone. Il pubblico dei fratelli Taviani non ha dimenticato Paolo: una lunga fila di persone ha atteso dalle prime ore del mattino di entrare in sala per portare un fiore al regista toscano, scomparso il 29 febbraio. 

È arrivato anche Nanni Moretti che, visibilmente commosso, ha sempre detto di essere in debito con i fratelli Taviani per il suo cinema e ha scelto il nome del suo altre ego dei primi film, Michele Apicella, dedicandolo al film dei fratelli Taviani, 'San Michele aveva un gallo'.