Alessandro Farruggia
ROMA
PER DIRLA con Confidustria, l’immigrazione è una risorsa, non un problema. Il rapporto Caritas/Migrates 2012 stima in 1,7 miliardi di euro i benefici netti prodotti dagli stranieri a fronte del rapporto costi/benefici per le casse statali, comprese le spese di giustizia e sanitarie. Secondo l’Istat nel 2011 gli stranieri regolari presenti in Italia sono oltre quattro milioni e mezzo: a loro vanno aggiunti 500mila clandestini, secondo la stima dell’European Migration Network. I senza permesso di soggiorno erano un milione all’inizio degli anni duemila ma si sono ridotti per effetto delle regolarizzazioni del 2002 e del 2009.

LA CRESCITA è stata sostenuta soprattutto nel nuovo secolo. Dal 2002 al 2011 i flussi in ingresso di cittadini stranieri hanno infatti superato i tre milioni e mezzo di unità. I ‘regolari’ rappresentano ormai il 7,5% della popolazione residente e per i due terzi sono qui per lavorare: il loro tasso di occupazione è del 66,2% contro il 60% degli italiani mentre quello di disoccupazione è al 12,1% rispetto all’8,0% dei residenti italiani. Gli immigrati sono una realtà economica importante al punto che contribuiscono al Pil nazionale per oltre il 12%: secondo un rapporto della fondazione Leone Moressa, rappresentano ormai circa il 9% del totale degli occupati. Gli immigrati sono in larga parte occupati in lavori con qualifica professionale medio-bassa o bassa. Ma ormai non sono solo lavoratori dipendenti: nel 2010 gli imprenditori stranieri hanno raggiunto le 628 mila unità e rappresentano il 6,5% del totale. Gli imprenditori stranieri si concentrano nel settore del commercio (29,6%), delle costruzioni (22,2%) e della manifattura (10,1%).

CERTO è il fatto che i flussi migratori sono composti prevalentemente da individui appartenenti alla fascia di popolazione attiva. I migranti hanno in media — fonte Istat — 31,8 anni e il 78,8% dei 4.570.317 stranieri presenti nel nostro territorio ha un’età compresa fra 15 e 64 anni. Questo genererà effetti molto positivi — per tutti — anche sul sistema di protezione sociale. Nel 2009 gli iscritti all’Inps non comunitari sono stati più di 1,5 milioni. Il che significa l’8% dei lavoratori dipendenti che versano contributi: senza questo apporto, il gettito contributivo nell’anno 2009 sarebbe stato inferiore di oltre il 4%, vale a dire di oltre 6 miliardi di euro.
E non basta. Un rapporto della Banca d’Italia del 2009 mostrò come la presenza straniera nelle regioni italiane non solo non abbia ridotto le opportunità di lavoro per gli italiani, ma abbia provocato un aumento dell’offerta di lavoro delle donne, con conseguente aumento delle entrate delle famiglie e quindi maggiori possibilità di consumo, investimento e risparmio. E poi l’incremento dell’occupazione femminile crea altro lavoro. Le famiglie bireddito — scelta resa più facile dal ricorso a collaboratori domestici, che in Italia sono per 80% immigrati — infatti, consumano più servizi rispetto alle monoreddito, sia per la maggiore disponibilità economica sia per il minore tempo disponibile. E anche in questo senso si può dire quindi che i migranti aiutano l’economia.